Il Tirreno

Auto in panne e divise strette La rivolta dei poliziotti

Auto in panne e divise strette La rivolta dei poliziotti

Il Sap: «Abbiamo delle vetture ferme da un mese per il cambio pneumatici» Ma il vero problema sono i rinforzi estivi: chiesti 20 uomini, Roma ne manda solo tre

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MASSA. L’Alfa Romeo della stradale è ferma da venti giorni per una riparazione, una vettura delle volanti invece da un mese aspetta il cambio di pneumatici per passare dalle gomme invernali a quelle estive. Non solo: tutta la strumentazione in dotazione agli agenti - dai computer alle fotocopiatrici - è obsoleta, al punto che molti file che devono essere esaminatri perché possibili prove di reato non possono essere neppure aperti. E ancora: le divise non corrispondono alle effettive taglie degli uomini, sia perché le misure sono state prese due anni fa e sia perché le persone che dovevano ricevere quell’uniforme nel frattempo sono state pensionate o trasferite. «Una volta ci davano perfino il borsello, adesso è già tanto se ci consegnano giacca e pantaloni», si arrabbia un ispettore. Ma il vero problema che rischia di mettere a rischio la sicurezza del territorio è il (quasi) inesistente invio di rinforzi estivi da parte di Roma. Sono stati richiesti una ventina di poliziotti e la capitale ne manderà al massimo tre. Una beffa.

A farsi portavoce del malessere che serpeggia in questura è il Sap, sindacato autonomo di polizia, che in questi giorni ha incontrato i vertici per spiegare che diventa difficile lavorare in queste condizioni. «Vogliamo portare all’attenzione dell’opinione pubblica - scrive il segretario provinciale del Sap Fabio Marulli - che nella nostra provincia saranno esigui e ridotti i rinforzi estivi. Anche in quest’ultimo caso un paradosso tenendo conto dell’aumento della popolazione in funzione dell’arrivo di turisti nella stagione estiva. Ci domandiamo: a che gioco stiamo giocando? Noi a questo gioco non ci stiamo! Tutto il personale di polizia vuole e deve essere messo in grado di tutelare e garantire la sicurezza a 360° anche e soprattutto per la stagione estiva, non è possibile speculare sui rinforzi». E aggiunge: «Vogliamo denunciare pubblicamente le minime risorse relative alle apparecchiature tecnologiche, ai mezzi di servizio, e al vestiario che sta coinvolgendo tutto il personale della nostra provincia. Le apparecchiature tecniche, computer, fotocopiatrici, funzionano a malapena e hanno una tecnologia vecchia e spesso e volentieri si guastano e per la manutenzione ci sono tempi di attesa veramente molto lunghi. Le autovetture hanno una manutenzione, da contratto, che prevede tempi memorabili di riparazione con conseguente fermata nelle officine di lunghissimo tempo. Il vestiario è diventato quasi introvabile, operatori costretti a comprarsi le divise per essere in ordine oppure ad indossare un abbigliamento che non è più consono per il continuo uso e completamente usurato».

«Anche nella nostra provincia - conclude il segretario - il personale continua a essere sotto dimensionato ovvero continua a scarseggiare e nessun nuovo arrivo viene previsto. Come possiamo garantire sicurezza se ad essere impiegati in servizio abbiamo personale che sfiora i 50 anni e più di età? Questi sono i reali risparmi che la nostra amministrazione centrale vuole attuare per avere e per garantire maggiore sicurezza ai cittadini del nostro territorio? Una situazione del genere ci disgusta veramente e con forza vogliamo chiedere che i parlamentari della nostra provincia possano darci una mano a risolvere queste importanti questioni non di poco conto». L’allarme è lanciato, ora servono le risposte. Soprattutto politiche.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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