Gioco
Aliboni: «La sinistra vuole tre forni nella provincia»
Il consigliere: «I sindaci non si parlano, è scandaloso Sarebbe un errore andare avanti con il referendum»
MONTIGNOSO. C'erano una volta tre forni crematori, distanti l'uno dall'altro poche decine di chilometri, voluti fortemente da tre amministrazioni di sinistra, costati insieme circa 3 milioni di euro, dati in project financing a tre soggetti diversi e capaci di farsi la guerra tra loro. Racconteremo così, tra qualche anno, ai cittadini della provincia di Massa Carrara, non una favola, ma la realtà: i tre comuni di costa, Massa capoluogo, Carrara e Montignoso, stanno per davvero decidendo di costruire ognuno un forno crematorio all'interno del proprio territorio, incuranti di quello che accade un passo accanto.
Prima c'è Montignoso che annuncia addirittura un referendum, previsto per ottobre, per far decidere alla sua cittadinanza se vuole o meno un forno crematorio, e se la risposta sarà 'si' partirà con i lavori; poco dopo questo annuncio, se ne esce il sindaco di Massa Alessandro Volpi : «Nuovo forno crematorio nel 2015 per sostituire quello ormai vecchio di Mirteto, sconti e convenzioni per i comuni limitrofi»; infine l'ultima notizia arriva da oltre Foce, a seguito di una lunga commissione consiliare in cui, tutti d'accordo, Apuafarma inclusa, si è deciso per il forno crematorio a Carrara: "posare la prima pietra a Turigliano alla fine del 2014". Bisogna crederci, ma bisogna anche fare una riflessione, quantomeno politica. In maniera non ufficiale il sindaco di Montignoso Narciso Buffoni aveva fatto intendere, dopo le dichiarazioni del primo cittadino massese, che avrebbe scritto una lettera a Volpi in cui avrebbe chiesto di mettere nero su bianco gli accordi per il nuovo forno crematorio a Massa, con la possibilità per il comune di Montignoso anche di partecipare alle spese e di ottenere qualcosa in più che un semplice sconto sulla cremazione delle salme. Insomma, Buffoni potrebbe anche rinunciare al suo referendum ma, giustamente, vuole delle garanzie. Al momento pare la lettera non sia ancora stata scritta e dunque l'incontro non c'è stato, ma non c'è stato neanche tra il sindaco di Massa e quello di Carrara, per discutere di una struttura unica, magari in zona industriale, che non dia fastidio a nessuno e che possa diventare un impianto provinciale, capace di accogliere anche salme da fuori regione. Ognuno pensa al suo orticello? Perche nessuno molla l'osso? Chi spiegherà ai cittadini la presenza di tre forni crematori nelle loro città? Sul piano politico interviene Fratelli d'Italia: «E' uno scandalo- dichiara Andrea Aliboni, consigliere comunale a Montignoso- che tre sindaci non riescano a sedersi intorno ad un tavolo per discutere di una questione così importante; eppure sono tre amministrazioni di sinistra che dovrebbero dialogare con facilità. Vorremmo essere chiari: per Fratelli d'Italia non soltanto un forno crematorio a Montignoso sarebbe uno sbaglio ma, a questo punto, sarebbe un errore anche mettere in piedi il referendum, che comunque costerà soldi pubblici. Capiamo che forse adesso Buffoni si senta un po' in difficoltà, ma deve fare un passo indietro e aspettare che i due comuni più grandi facciano uno, o due forni crematori. Lasci perdere il terzo. I cittadini sappiano che qualcosa non torna nelle decisioni che stanno prendendo i loro governanti, perché vanno contro ogni logica di pensiero. Noi terremo gli occhi aperti» .
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