Il dolore
Torna sui banchi di scuola al posto della figlia morta
Mamma Barbara si è rimessa sui libri dopo la scomparsa di Tania: faccio il liceo il prossimo anno dovrei dare la maturità e porterò il mio diploma al cimitero
CARRARA. «Mia figlia teneva il libro di storia sul letto, da una parte. Dall’altra la catinella dove la chemioterapia la faceva vomitare. Lei continuava a leggere. Non ha mia smesso di studiare: si faceva interrogare con la flebo attaccata al braccio. “Perché - diceva- io sono ammalata nel corpo, non nella mente”. Lei, la mia Tania, non avrebbe mai voluto un diploma ad honorem. La conosco troppo bene, si sarebbe offesa».
E così la mamma di Tania, una bella ragazza con i capelli lunghi castani e gli occhi intensi stroncata due anni fa, a soli a 17 anni, da un male incurabile, ha deciso di prenderlo lei quel diploma di maturità. E poi di portarglielo nel piccolo cimitero di Noceto, dove è stata sepolta.
Ad agosto mamma Barbara Arata avrà gli esami per passare in quarta liceo socio pedagogico. Il prossimo anno dovrà vedersela con l’ultimo anno di scuola. E affrontare quella maturità che sua figlia, invece, avrebbe dovuto sostenere quest’anno.
Mamma Barbara, 43 anni, un marito cavatore un figlio di otto anni e mezzo, si è rimboccata le maniche e ha deciso di fare qualcosa per Tania: «Per non impazzire dal dolore - dice - e per fare qualcosa per mia figlia. È lei che mi dà la forza».
Così, con alle spalle solo due anni di ragioneria “fatti alle serali”, Barbara si è rimessa a studiare. Lo scorso anno ha fatto tre anni in uno: fra un mese supererà gli esami per accedere all’ultimo anno di liceo.
«È stata dura - racconta - quella brava era Tania, lei frequentava il liceo linguistico, prendeva tutti i bei voti, 8, 9, qualche 7. Non voleva regali. Nemmeno all’ultimo, quando i professori volevano aiutarla. Lei si arrabbiava: “i voti regalati - ripeteva- io non li voglio”. È stata lei ed è lei che continua a darmi al forza: ho studiato la notte, mi sono posta un obiettivo e mi ha aiutato a non essere sempre lì. Sempre a pensare a lei».
E il cammino per mamma Barbara va avanti, con una fatica che a volte, come in queste settimane, è davvero pesante.
«I giorni non sono tutti uguali - dice con franchezza - a volte è davvero difficile trovare la forza, ma Tania mi spinge a non mollare. Anche quando mettersi davanti ai libri è l’ultima cosa che vorresti fare perché il dolore ti lascia senza forze, senza parole, senza concentrazione. Non so se ad agosto ce la farò a passare in quarta- ammette - ma ci proverò con tutto il mio impegno. E, comunque andrò avanti: perché io quel diploma di maturità lo voglio prendere».
Certo rimettersi sui libri non è stato facile perché Barbara ha una famiglia, un figlio più piccolo a cui badare, e ha dovuto fare i conti con la difficoltà di rimettersi a studiare dopo tanti anni.
«Tania sì che era brava, amava lo studio - racconta con tutto l’amore di mamma - Io non ho scelto, come aveva fatto lei, il liceo linguistico perché lo trovavo troppo difficile, con le lingue e il latino da cominciare da capo. Ma è difficile comunque: per fare i tre anni in uno passavo la notte a studiare. Tanto non avrei dormito lo stesso: quelle pagine da imparare, gli esercizi mi tenevano occupata».
Il traguardo di mamma Barbara ora è più vicino. «È la cosa giusta, mi sembra di vederli i suoi occhi arrabbiati se avessi accettato, come mi avevano con grande sensibilità proposto gli insegnanti, di farle avere un diploma ad honorem. Proprio lei che non voleva nemmeno che le arrotondassero un cinque e mezzo!- dice con orgoglio Barbara - Ho scelto di studiare per lei, anche se non sarò certo brava come lei. Ma quel diploma riuscirò a portarglielo».
Se tutto va bene mamma Barbara, il prossimo anno sarà fra gli studenti del liceo socio pedagogico, a dare la maturità. E sarà lì per Tania.
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