Il Tirreno

«Siamo tutti pedoni» flash mob sul viale per la sicurezza

di Alessandra Vivoli
«Siamo tutti pedoni» flash mob sul viale per la sicurezza

Cartelloni sulle strisce pedonali accanto al ponte ferroviario L’iniziativa è stata promossa dagli amici di una delle vittime

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Un flash mob pacifico e silenzioso, per dire basta alla vittime della strada. E per attirare l’attenzione dell’amministrazione e della polizia municipale sui pericoli di quel tratto del viale XX Settembre,l’arteria principale della città, vicino al ponte della ferrovia che è stato troppo spesso teatro di incidenti gravi. Purtroppo anche mortali. Come quello del febbraio scorso quando Anna Katia Tarabella, agente immobiliare di 60 anni, madre di due figli, ha perso la vita mentre stava attraversando il viale XX Settembre sulle strisce, subito dopo il ponte della ferrovia.

Anna Katia aveva appena chiuso la sua agenzia immobiliare, L'Angolo, che si trova appunto all'angolo fra via Petacchi (la strada che dal viale va verso la stazione) e il viale, e stava tornando a casa quanto è stata travolta e uccisa da una macchina.

Un mese fa una giovane cinese, che stava attraversando proprio nello stesso tratto del viale, è stata investita, anche lei sulle strisce ed è rimasta ferita in modo grave.

Due incidenti, solo gli ultimi in ordine di tempo (qualche anno fa l’allora presidente del Volto della Speranza rimase ferita gravemente dopo essere stata travolta sulle strisce), in un tratto del viale che, come sottolineato a più riprese dai residenti, rappresenta un pericolo per i pedoni.

Ed è proprio per questo che gli amici di Katia, così si firmano gli organizzatori del flash mob, ieri hanno deciso di manifestare, silenziosamente e in modo pacifico per chiedere che si faccia qualcosa, affinchè quel tratto di strada non spezzi più la vita di nessuno.

Un flash mob per dire basta alle vittime di quel tratto di strada.

«Quando morì Katia - spiegano - chiedemmo un incontro con l’assessore all’urbanistica e la comandante dei vigili urbani. Avevamo fatto una lettera, pubblicata anche dai giornali, in cui chiedevamo che in quel tratto del viale XX Settembre venisse installato un semaforo a chiamata, come quello che esiste già a San Ceccardo».

«Fino ad oggi - continuano nella loro nota gli amici di Anna - non è successo nulla. E nel frattempo gli incidenti si sono ripetuti, sia a danno di pedoni, che fra auto, per la mancanza di qualsivoglia iniziativa tesa ad eliminare i fattori di pericolo». A questo punto gli amici di Anna, insieme ad altri cittadini di Avenza, hanno cominciato a lavorare, per organizzare quello che è andato in scena ieri. «Speriamo – hanno concluso così la loro nota firmata “Gli amici di Katia” - di avere la possibilità di un nuovo incontro con l’amministrazione, da cui scaturisca una risoluzione efficace».

Gli “amici di Katia”, una ventina di persone, sono scesi in strada, in corrispondenza delle strisce pedonali accanto al ponte ferroviario, anche sotto una leggera pioggia.

Un flash mob senza slogan, e senza cori, con solo una serie di cartelli con la scritta a caratteri cubitali: «Io non rischio». E ancora: «Siamo tutti pedoni» e «Rispetto per chi va a piedi».

Cartelloni colorati, gialli, tenuti in mano da una sorta di catena umana, su quell’attraversamento pedonale che ha fatto- sostengono - troppe vittime. C’è anche chi è arrivato sul ciglio del viale XX Settembre con la sagoma di un semaforo, giusto un suggerimento per l’amministrazione, o con il cartellone di un pedone steso a terra.

E ancora scritte eloquenti: «Siamo tutti pedoni». Una protesta silenziosa, andata in scena proprio nell’ora di punta del traffico della sera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa