Il Tirreno

LICCIANA NARDI

Martelloni: disordinata la raccolta rifiuti

LICCIANA NARDI. Il consigliere di minoranza, Renzo Martelloni, torna sulla raccolta rifiuti. «Se parliamo di raccolta differenziata - afferma - credo che in linea di principio nessuno sia contrario,...

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LICCIANA NARDI. Il consigliere di minoranza, Renzo Martelloni, torna sulla raccolta rifiuti.

«Se parliamo di raccolta differenziata - afferma - credo che in linea di principio nessuno sia contrario, anzi ci hanno convinto che in questo modo il rifiuto diventa una risorsa. Se al contrario, questa raccolta avviene in maniera disordinata, a farne le spese sono solo i contribuenti. Assistiamo giornalmente al fallimento della raccolta differenziata porta-a-porta, rifiuti accatastati sulle strade, proprio all’entrata del Comune, nel cuore del centro commerciale di corso Europa Unita e in altre località del comprensorio; montagne di rifiuti impediscono persino la regolare circolazione stradale. Questa situazione non passa inosservata ai cittadini, ma sfugge al sindaco e alla sua giunta. Intendo segnalare quello che sta avvenendo a Licciana, dove la gestione della raccolta differenziata porta-a-porta sta diventando un caos totale. I bidoni dovrebbero stare nelle aree private dei condomini e non nelle strade pubbliche, come previsto dal regolamento comunale, ma siccome emanano cattivi odori, i residenti li spostano. La differenziata è saltata, manca il controllo; il rifiuto differenziato non aumenta, anzi scende. A mala pena arriviamo a un misero 39% e siamo costretti ogni anno a pagare la cosiddetta ecotassa regionale e cioè oltre 20mila euro. Bisogna rimodulare il sistema di raccolta differenziata. L’unica cosa che il Comune fa è aumentare la tassa sui rifiuti e ridurre il servizio. Niente più raccolta dell’umido al mercoledì, niente più raccolta del secco al venerdì. I cittadini pagano di più, per ottenere meno servizio. Per sopperire alle inadempienze di alcuni Comuni, tra i quali il nostro con debito accertato a oggi sale a oltre 390mila euro, la ditta operatrice è costretta a chiedere un aumento».

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