Il Tirreno

«L’asilo nido c’è, ma tra canile e cantieri»

di Chiara Sillicani

Finiti i lavori all’ex Mattatoio, la commissione contesta la scelta di aprire a settembre: l’area circostante va sistemata

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MASSA. Ci sono sessanta bambini e qualche cagnolino. C’è un asilo nuovo nuovo e una casa vecchia che qualcuno deve aggiustare. C’è il tempo che passa e costringe a decidere e ci sono i soldi, sempre pochi. È la storia di un progetto arrivato, dopo anni, al traguardo, ma ancora costretto a fare i conti con i “se” e i “ma”. Tutto comincia con il Piuss (Progetto integrato urbano di sviluppo sostenibile) e un finanziamento regionale da 700mila euro: lo scopo è realizzare un nido nell’area dell’ex Mattatoio. Canile sanitario - almeno questo era l’obbiettivo - in altra sede, case popolari e, appunto, un asilo nuovo di pacca. I lavori prendono il via, senza i consueti strascichi polemici, e la scuola per i più piccoli va avanti: stabile sistemato, muri imbiancati, porte di sicurezza montate. Tutto pronto per aprire i battenti e accogliere i “mini alunni”.

L’intenzione dell’amministrazione è tagliare il nastro a breve e inaugurare l’anno scolastico 2014-2015. Parola del sindaco Alessandro Volpi: «Contiamo di poter essere operativi da settembre». Quando si torna tra i banchi. Del resto basta comprare qualche mobile e qualche gioco e tutto è fatto. Una bella notizia - almeno così pare leggendo un lato della medaglia - e una risposta alle sessanta famiglie che hanno chiesto di mandare i loro piccoli al nido, ma si ritrovano a fare i conti con la lista d’ attesa.

Rimangono però - eccolo l’altro lato della medaglia - diversi punti interrogativi, punti interrogativi così grandi da balzare agli occhi della commissione consiliare istruzione. A presiederla è Stefano Alberti; veste i panni del papà e, dopo diversi sopralluoghi all’asilo, tira le somme: «Io i miei figli in quella struttura non li manderei». E non perché rilevi problemi allo stabile: ad “allarmare” la commissione è il contesto. Alberti traccia il quadro: «Il canile è ancora lì, e presto - aggiunge - arriveranno anche gli operai per intervenire sugli alloggi di proprietà dell’Erp (Ente edilizia popolare). Davvero non mi pare la situazione migliore per l’operatività di un nido». Con i piccoletti che tentano il riposino, mentre i cagnolini abbaiano o - ancor peggio - i martelli pneumatici sono in azione. La commissione effettua una serie di sopralluoghi, fa il punto con i tecnici e studia la normativa, poi mette nero su bianco le perplessità in una relazione che a breve finirà sulla scrivania del sindaco.

E tra i punti da chiarire i commissari inseriscono anche quello sulla gestione del nuovo asilo: «Noi contiamo - Alberti parla anche a nome dei colleghi - che la gestione (appunto) sia diretta». L’amministrazione, invece, non esclude l’affidamento con un bando: «Abbiamo vincoli pesanti per le assunzioni» ammette il sindaco. Tradotto: è dura sostenere le spese per assumere nuove educatrici. Più probabile, quindi, un’assegnazione a soggetti terzi che dovranno, però, garantire a mamme e papà lo stesso servizio fornito dai nidi pubblici al 100% e alle stesse tariffe (sempre che una coop o un’associazione possa farcela). Un asilo nuovo, l’impegno della giunta ad aprirlo al più presto e i dubbi della commissione. Anche se non è escluso che entro settembre quelle perplessità abbiano ottenuto risposta e i 60 bambini fuori lista possano “conquistarsi” il diritto a conoscere fin da piccoli la scuola e il percorso formativo.

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