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Corsi di formazione truffa La Provincia rivuole i soldi

Corsi di formazione truffa La Provincia rivuole i soldi

Gli stage sono costati 50mila euro. La società che li ha fatti ha chiuso i battenti Palazzo Ducale ha segnalato il caso alla Procura. Il racconto di 4 ex dipendenti

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MASSA. Corsi di formazione non all'altezza delle aspettative, organizzati con soldi pubblici; una denuncia da parte della Provincia di Massa Carrara, che chiede indietro tutti i finanziamenti dei voucher, una società che chiude lasciando senza lavoro una decina di famiglie, dipendenti che devono ricevere numerose mensilità arretrate, docenti a cui non sono state pagate le prestazioni e "alunni" che hanno investito in un progetto, ma sono rimasti delusi e, in alcuni casi, fregati. Ha parecchi colori la vicenda che riguarda una agenzia di formazione molto famosa in tutta la provincia di Massa Carrara, con sede legale a Spezia, base a Carrara e filiali in Lunigiana e a Campi Bisenzio; una storia che ci raccontano, ognuno per la sua esperienza, quattro dipendenti dell'agenzia, Orsola Cominale, Roberta D'Ovidio, Valentina Bordeianu e Alessandra Gatti, due docenti Matteo Ambrosini, collaboratore assunto e Gabriele Marchi ( a partita Iva) e Eleonora Nisica, una degli alunni che ha partecipato al corso di formazione per la qualifica di Oss, finanziato dall'ente pubblico.

La Provincia di Massa Carrara accese i voucher nel 2012, stanziando 50mila euro per un corso denominato "Aggiornamento delle competenze in ambito socio sanitario", presso l'agenzia di formazione finita nell'occhio del ciclone in queste settimane. Il corso aveva durata complessiva di 400 ore, di cui 150 teoriche e 250 di tirocinio, presso strutture ospedaliere e socio sanitarie. Qui, in pratica, la Provincia smette di avere un ruolo: i soldi vengono erogati direttamente sul conto dell'agenzia, circa 2000 euro per alunno, ed inizia la selezionare dei ragazzi con le qualifiche necessarie per accedere al corso di formazione. Eleonora Nisica racconta che «come concordato con l'agenzia, il corso di aggiornamento in questione, alla fine delle 400 ore formative, avrebbe dovuto permetterci di sostenere direttamente l'esame finale per la qualifica di operatore socio sanitario in Emilia Romagna, a San Pietro in Casale, provincia di Bologna. Il costo dell'intero percorso formativo, ci disse la titolare dell'agenzia formativa, era di 950 euro per lo svolgimento delle lezioni e 550 euro per pagamento anticipato dell'esame finale, per un totale di 1500 euro; dalla Provincia, però, di euro ne avevamo ottenuti 2000 e l'agenzia ci disse che avremmo potuto usare i restanti 500 o per sostenere un altro esame, qualora fosse andato male il primo, oppure per frequentare altri corsi in futuro».

In realtà, come poi risulterà chiaro dalle denunce dei numerosi corsisti, il corso organizzato dall'agenzia non sarà valido per nessun esame da Oss, nessun ragazzo verrà ammesso con i suoi crediti all'esame a Bologna e inoltre i restanti 500 euro del voucher non verranno mai restituiti, né utilizzati per altri corsi, visto che l'agenzia farà presto a chiudere i battenti, nel giro di pochi mesi. E infatti, a chiedere giustizia sono anche gli ex collaboratori e dipendenti dell'agenzia formativa, che aspettano da più di un anno di veder corrisposti i propri salari e contributi Inps, accumulando crediti di diverse decine di migliaia di euro. I dipendenti sono stati tutti licenziati tra il 30 giugno e il 20 dicembre 2013: a qualcuno l'agenzia deve oltre 6000 euro di buste paga più il tfr; l'incartamento è tutto alla Cgil, sindacato che si sta occupando della vertenza dei dipendenti.

Tra i docenti c'è chi deve ricevere oltre 11mila euro, ma l'agenzia è sparita: i titolari non rispondono al telefono, la sede è stata chiusa. Intanto però sono partite le denunce: alcuni alunni si sono recati alla guardia di finanza, che sta indagando, altri si sono rivolti alla Provincia il 23 febbraio 2013. L'ente, il 19 febbraio del 2014 ha protocollato la sua richiesta di "recupero degli importi interamente finanziati e liquidati alla Srl". La Provincia chiede indietro 50 mila euro, scrivendo nella determina dirigenziale 413 dell'11 febbraio 2013 tutti i nomi degli alunni beneficiari dei voucher con gli importi dovuti. L'agenzia è stata intimata a restituire le somme entro 60 giorni, ma ad oggi, pare non se ne sappia più nulla.

La Provincia ha segnalato il caso anche alla Procura il 13 marzo 2013. E da lì è cominciata l’indagine penale.

Manuela D’Angelo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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