Il Tirreno

Scontrini fiscali, il 40 per cento non lo fa

Scontrini fiscali, il 40 per cento non lo fa

I militari sono entrati in bar, ristoranti e pizzerie in borghese. Quattro negozi a rischio chiusura

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CARRARA. Si sono mossi in borghese, si sono presentati nei negozi (bar, ristorante, pizzerie) come normali clienti. Oppure hanno aspettato all’esterno i clienti per chieder conto di scontrini e ricevute. Hanno agito in modo mirato, a volte anche a orari impensabili. Sono gli uomini del comando provinciale della guardia di finanza che in questi mesi hanno lavorato contro l’evasione fiscale.

In materia di emissione di scontrini e ricevute fiscali i controlli nei primi cinque mesi dell’anno hanno portato alla constatazione di centinaia violazioni per mancata o irregolare emissione, con una percentuale di irregolarità del 40%. Con una diffusione, spiegano dal comando apuano della Finanza, in tutte le categorie di esercenti che compongono il tessuto economico-commerciale del territorio apuano. Da gennaio a maggio è stata contestata la mancata emissione di scontrini/ricevute fiscali per 273 esercizi commerciali e richiesta l'applicazione della sanzione accessoria della sospensione dell'attività a 4 esercenti, per aver reiterato la violazione per quattro volte nell'ultimo quinquennio. La percentuale di controlli irregolari come detto è del 40% circa dei soggetti ispezionati, tra cui si evidenziano bar, ristoranti, pizzerie, negozi di parrucchieri, barbieri, venditori di generi alimentari, ambulanti e idraulici.

Le irregolarità riscontrate nel 2014 vanno ad aggiungersi alle oltre 1300 violazioni in materie di scontrini e ricevute fiscali già individuate dalla finanza nel 2013.

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