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Povero per divorziare gratis, la moglie lo smaschera

Povero per divorziare gratis, la moglie lo smaschera

Un commerciante aveva ottenuto il gratuito patrocinio, ora dovrà restituire tutto. Scoperti dalle Fiamme gialle 15 evasori totali, recuperati più di 20 milioni di euro

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MASSA-CARRARA. Falsi poveri, evasori fiscali. Una guerra continua che vede la guardia di finanza in prima linea a caccia di chi non vuole pagare le tasse a scapito di chi invece fa il proprio dovere. C’è veramente di tutto nel calderone: spicca il commerciante che dichiara un reddito irrisorio per poter ottenere il gratuito patrocinio nella causa di divorzio dalla moglie. Ma il trucco non gli riesce perché la donna, scoperto che lei il legale lo pagava mentre lui no, ha spiattelato i segreti contabili dell’attività. Una vendetta micidiale. Ma è solo uno dei casi più eclatanti. I furbetti sono in ogni angolo: come i figli di due genitori proprietari di due immobili nel centro storico affittati a più di cinquecento euro al mese. Non pagavano l’Imu e ovviamente non versavano neppure un cent all’erario sulla pigione perché non avevano mai fatto la successione dopo la morte di mamma e papà e quindi non risultavano proprietari. Per questo avevano anche ottenuto un alloggio popolare. Roba incredibile, che una volta non veniva neppure scoperta. Ecco i numeri dei primi mesi di controlli delle fiamme gialle.

Evasori. Le 26 verifiche fiscali e i 65 controlli eseguiti da gennaio a maggio, sia nei confronti di aziende, professionisti ma anche di privati, hanno consentito il recupero di oltre 18 milioni di euro di ricavi non dichiarati al fisco, un milione di euro di costi indeducibili e oltre 3 milioni di euro di iva dovuta e non versata nelle casse dell'Erario. La finanza è riuscita a stanare quindici evasori totali, operanti in svariati campi economici, tra i quali spiccano aziende che gravitano nel campo dell'edilizia, associazioni sportive, agenzie di locazione immobiliare ma anche professionisti. Il numero degli evasori totali scovati sul totale degli interventi è pari al 40 percento. La lotta agli evasori totali ha portato al recupero di tredici milioni di euro, tra ricavi non dichiarati e costi indeducibili nonché di Iva evasa per 1,5 milioni di euro. Sono state segnalate in procura 15 persone, per i reati di omessa, infedele o fraudolenta dichiarazione dei redditi, occultamento e distruzione di documentazione contabile.

Fatture false. Insidioso si è confermato il fenomeno dell'utilizzo in contabilità di fatture false, cioè attestanti acquisiti mai realizzati, che vengono utilizzate per far lievitare i costi di esercizio e ottenere sostanziosi risparmi di imposta, ma anche per "drenare" illecitamente liquidità dalle aziende. Particolare attenzione è stata riservata al delicato settore del lapideo, dove sono in corso accertamenti tributari nei confronti di diversi operatori della filiera.

Falsi poveri. Nei primi cinque mesi del 2014 sono stati scovati otto soggetti "falsi poveri" che avevano presentato false autocertificazioni dei redditi e dei patrimoni posseduti, al fine di abbassare l'indice Isee e ottenere indebitamente esenzioni ticket, agevolazioni per le spese sanitarie o contributi a integrazione del canone di locazione e che addirittura avevano avanzato richiesta di patrocinio gratuito per cause civile in tribunale: sono stati così recuperati tributi per circa trentamila euro e sospese le prestazioni agevolate. Uno di questi, per l’appunto, era il commerciante che voleva un divorzio low cost. ma gli è andata male perché la moglie ha spiegato ai finanzieri il suo giochetto.

Spesa pubblica. Le indagini delegate dalla corte dei conti nei confronti di enti locali hanno consentito l'accertamento di un danno all'Erario per un importo pari a circa 5 milioni di euro, con la relativa segnalazione dei responsabili, che saranno chiamati a rifondere i danni.

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