Il Tirreno

Picchiava la madre, condannato

La donna era finita due volte all’ospedale con delle fratture

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MASSA-CARRARA. È stato condannato a un anno di reclusione perché picchiava la madre. Selvaggiamente. E senza mai dare tregua all’anziana donna. Calci e pugni nel piccolo condominio erano all’ordine del giorno, per la signora un calvario finito prima con due ricoveri ravvicinati per delle brutte fratture (provocate dal figlio) e poi con la morte. Un decesso che non dipende da quelle percosse, ma che alla fine forse è stato come una liberazione.

Prima della sentenza del giudice Giovanni Sgambati erano stati sentiti gli ultimi testimoni. Una vicina di casa della vecchietta e l’infermiera che ha ricevuto le telefonate di minacce del figlio quando la donna era ricoverata in una casa di riposo per fare la fisioterapia. Entrambe hanno descritto una situazione mostruosa. La vicina ha parlato di liti a tutte le ore del giorno e della notte. Dalla fine degli anni Ottanta in quella casa era l’inferno. Prima anche per il padre, poi dopo la sua scomparsa solo per la madre. «Le ho detto tante volte di denunciarlo - ha spiegato la vicina -, ma lei alla fine lo difendeva sempre».

L’avvocato Alessandro Maneschi, legale di ufficio di Igor L., ha ottenuto quello che voleva. Il suo assistito si trova in comunità per cercare di uscire da un’esistenza costellata dalla tossicodipendenza. Ma non solo, evidenti anche i problemi psichici. Quelle botte insomma erano un grido di aiuto anche per lui. Polizia e carabinieri conoscevano la situazione da tempo infatti sono ancora pendenti diverse denunce per le lesioni provocate dall’uomo alla mamma.

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