Sicurezza
«Volevo fermarli, ma mi hanno colpito da dietro le spalle»
Parla l’uomo ferito nella rissa della Partaccia: non so ancora se denuncio i romeni
MASSA. Quattordici giorni di prognosi e una decina di punti in testa, a pochi centimetri dalla tempia. Una bastonata, quella che ha tramortito Domenico Aquilante, 46 anni, che poteva anche essere letale. Chi lo ha colpito lo ha fatto da dietro, spezzando il legno per la forza che ha usato per fermare un uomo che voleva soltanto dividere quei due gruppi che se le stavano dando di santa ragione. Vuoi perché conosceva gran parte di quei romeni che menavano calci e pugni, vuoi perché Mimmo abita a pochi passi dal mercato della Partaccia e siccome a casa c’erano i suoi figli in lacrime ha tentato di mettere fine a una faida gratuita. «Se lo avessi saputo sarei rimasto sul divano a guardare la tv, ma sentendo quelle urla che arrivavano dalla strada è stato impossibile fare finta di niente».
Quindi non lo rifarebbe...
«Un antico adagio dice che chi si fa i fatti propri campa cent’anni. Certo non è proprio un metodo educativo edificante, ma credo che il proverbio sia azzeccato. Non le posso rispondere, però: mi ci dovrei ritrovare in una situazione simile per capire quale sarebbe la mia reazione. A mente fredda dico che resterei a casa, ma non posso garantirlo».
Tutto per degli apprezzamenti non proprio galanti a due donne.
«Questo me lo dite voi e me lo hanno detto i carabinieri. Io non lo so perché quando sono intervenuto la lite era già iniziata: mi sono messo in mezzo per fermarli. Stavo cercando di parlare con quello che conosco meglio, ma mi è arrivata la bastonata all’improvviso e sono finito in terra. Ho sentito il sangue che scendeva e ho avuto paura, poi la gente che urlava di chiamare l’ambulanza. Non è stato un bel momento».
A proposito della gente, nessuno le ha dato una mano? Nessuno ha cercato come lei di fermare la rissa?
«Non lo so. Io sono intervenuto senza guardare se c’erano gli altri, poi quando mi sono trovato nel parapiglia ho pensato a difendermi e basta, quindi è probabile che qualcuno abbia tentato di fermarli, ma io non ho visto nessuno».
Come sta adesso?
«Non bene. Ho ancora dolore, ma mi hanno detto che per qualche giorno dovrò sopportare. La prognosi è di quattordici giorni, il taglio era profondo. A farmi male però è il fatto di essere stato colpito da dietro, senza darmi la possibilità di reagire».
Li denuncerà?
«Sto valutando. Ne ho parlato con i carabinieri, stanno effettuando le indagini e quindi non mi voglio intromettere. Vedremo, ne parlerò con l’avvocato e poi decideremo il da farsi».
Ha detto di conoscerli, qualcuno si è presentato per chiederle scusa?
«Nessuno, non so neppure se lo faranno. Ma devo dire che la cosa non mi importa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
