Il Tirreno

Tasse in saliscendi a Mulazzo

Tasse in saliscendi a Mulazzo

Immutata quella su prima casa, lievi ritocchi su seconda e capannoni. Tasi slitta

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MULAZZO. Un consiglio comunale animato da argomenti prettamente legati all’economia.

Oltre al bilancio, gli altri argomenti hanno toccato l’Imu e la nuova tassa, la Iuc, scomposta in Tari (smaltimento rifiuti) e Tasi (servizi indivisibili comunali). Le uniche tariffe sino ad ora approvate riguardano l’Imu e Tasi, ovvero la parte che serve a coprire i costi di conferimento e smaltimento dei rifiuti.

Quest’ultima si ripartirà in tre tranche, con la prima scadenza fissata al 31 luglio e le altre due entro il 16 settembre ed il 16 novembre. Per quanto riguarda invece la tassazione sulla casa rimane immutata l’esenzione sulla tassazione della prima casa e le detrazioni, sino a un massimo di 400 euro, per i figli a carico.

Si modificano leggermente le aliquote per le seconde case e i capannoni industriali con un aumento del 5 per mille. Non essendo ancora fissate le tariffe per quanto riguarda la Tasi, la cui decisione doveva essere presa entro il 23 maggio, il pagamento slitta al 16 settembre per la prima rata e al 16 dicembre per quanto riguarda la seconda.

Cambiando argomento e passando all’esamina del bilancio comunale, si attesta un valore positivo per quanto concerne l’attività di esercizio, ma sebbene ci sia questa positività l’azione amministrativa è fortemente ingessata dal Patto di stabilità, come spiega il sindaco Claudio Novoa: «Il Patto di stabilità incide e non poco. Abbiamo l’obbligo di mantenere un valore positivo a bilancio di 363mila euro. Non è facile mantenere tale cifra con un bilancio di 9 milioni di euro e una serie di cantieri e opere da mettere in atto. Il trasferimento di fondi statali incidono anch’essi sul Patto, quelli comunitari no, vengono scomputati. Bisogna riuscire ad accedere a questi ultimi proprio per dare una svolta positiva anche dal punto di vista delle opere pubbliche. Nelle voci a bilancio il Comune si trova ad affrontare una situazione abbastanza problematica. Sono ancora 500mila euro, infatti, che mancano alle casse comunali per pagamenti non ancora effettuati. Questa situazione però non dipende dalla malafede di coloro che non hanno potuto pagare, ma situazioni di contingenza, dovuti alla crisi finanziaria e alla perdita di posti di lavoro. Dovrebbe intervenire lo Stato e supplire a questi scompensi, perché si tratta di famiglie in difficoltà con pochi mezzi a disposizione. Nonostante questo siamo riusciti a fare investimenti sul territorio, aggiungendo servizi e lanciando i cantieri. Un’altra cifra che balza all’occhio sono i 340mila euro di somme urgenze che negli ultimi due mesi sono stati spesi. Manca la volontà, da parte della minoranza, di trovare terreno comune per risolvere le criticità sul territorio. Siamo ancora in emergenza e su queste tematiche bisognerebbe fare squadra».

Cristano Borghini

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