Il Tirreno

«Il Pd locale è immune al cambiamento»

«Il Pd locale è immune al cambiamento»

Appello dei renziani apuani ai vertici dei democratici: qui c’è una cappa che non fa cogliere il nuovo

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CARRARA. «Caro Pd, così non va». È questo in sintesi il “richiamo dei renziani apuani al partito de,mocratico locale.

Gli esponenti di “Open Massa-Carrara: Adesso!” si appellano direttamente, con un documento, all’establishment apuano dei democratici.

«Sul nostro partito - dicono - aleggia una «cappa» che impedisce di cogliere il messaggio di cambiamento arrivato dalle ultime elezioni europee».

La discrasia tra l’andamento delle elezioni europee, con il netto successo del Pd e di Matteo Renzi, e il risultato negativo conseguito dai democratici alle amministrative che si sono tenute, in contemporanea, in nove comuni della Lunigiana, «è da imputare a quella parte di classe dirigente del Pd locale che da un lato ha rifiutato le primarie» e «dall’altro non ha saputo interpretare quel ruolo di leadership dell’area riformista» che compete ai democratici.

È un messaggio forte e chiaro quello che gli esponenti di “Open Massa-Carrara: Adesso!” lanciano all’establishment apuano del Pd, che - spiegano - avrebbe messo il partito sotto una sorta di “cappa” rendendo così tutto il nostro territorio immune alla ventata di cambiamento portata nel paese da Matteo Renzi.

L’appello alla svolta lanciato da “Open Massa-Carrara” è sintetizzato in documento in 9 punti, sottoscritto da una trentina di “militanti” ed è stato presentato ieri mattina, nella sede provinciale del Pd in via Groppini, da Valerio Poi, coordinatore provinciale di “Open”, Gianluigi Fondi, coordinatore per Carrara con il suo “omologo” di Montignoso, Massimo Poggi, e da Patrizia Conti, della segreteria regionale del Pd.

«Vogliamo che le tessere diventino persone e che queste si assumano liberamente delle responsabilità. Il partito è degli elettori, la visione oligarchica che domina qui da noi può essere più facile da attuare ma è contro il nostro statuto» ha dichiarato, senza tanti giri di parole, Valerio Poi.

Quello che chiedono da “Open” non sono incarichi, poltrone o un congresso anticipato ma l’apertura di una nuova fase, che sancisca una volta per tutte «l’utilizzo delle primarie come strumento di selezione delle candidature», un miglior funzionamento degli «strumenti di cogestione del partito» - ovvero assemblea, direzione e comitato di garanzia, ma anche la sottoscrizione da parte di tutti gli eletti della “Carta di Pisa”, che soprattutto a Carrara ha registrato scarsissime adesioni.

Il primo banco di prova, per i “renziani apuani” sarà la campagna di tesseramento per l’anno 2014.

A settembre sarà poi la volta delle elezioni per la guida dell’Area Vasta, la vecchia provincia, mentre l’appuntamento più importante sarà tra meno di un anno, con le elezioni regionali. (c.ch.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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