Il dolore
Corrente staccata, Enel ora lo risarcisce
Ventun mesi senza luce per un contratto falso a suo nome, nasce una battaglia legale: la società gli sborserà 10.500 euro
CARRARA. Un falso contratto a suo nome (con tanto di rinvio a giudizio per truffa). La corrente staccata per 21 mesi e un incubo fatto di continui solleciti di pagamento. Tutto si è concluso in tribunale a Massa, con l’Enel condannata a risarcire Luciano Morotti (a titolo di danno non patrimoniale) con la somma di 10.500 euro, pari a 500 euro per ogni mese di distacco illegittimo della corrente E i mesi erano 21, per aver distaccato la corrente elettrica nella abitazione dello stesso.
Tutto comincia cinque anni fa quando al bancario in pensione Enel invia richiesta di pagamento e saldo di oltre 2000 euro per il mancato pagamento delle bollette su una utenza in Massa a loro dire attivata telefonicamente da un sedicente Luciano Morotti.
Morotti prova a dare spiegazioni circa il fatto che lui non ha mai attivato alcuna utenza a massa e di non aver ami avuto la residenza né nessun tipo di domicilio in Massa.
Ma Enel - spiegano gli avvocati Paolo Pasquali e Giovanni Macchierini - nonostante i numerosi fax, email, telefonate e una querela non sente ragioni.
Enel Spa addebita la morosità sulla utenza di Morotti nella sua vera residenza a Carrara, unificando le bollette. Lui paga soltanto la parte dei consumi relativi alla sua abitazione e rigetta motivandolo il pagamento per il contratto illegittimamente acceso a suo nome. Dopo poco Enel disattiva per morosità la corrente nella abitazione di Carrara del Morotti che rimane senza corrente sino a quando gli avvocati Macchiarini e Pasquali con un ricorso ex art 700 riescono coattivamente a far riattivare da Enel l'utenza.
Dal distacco passano un anno e mezzo durante il quale la famiglia del Morotti è costretta a trasferirsi altrove.
La causa prosegue poi per il merito per la richiesta di risarcimento del danno
Ieri il Tribunale di Massa ha condannato Enel a pagare 10.500 euro di danni per illegittimo distacco
Il sedicente Morotti, che aveva sottoscritto falsamente il contratto con ENEL è stato rinviato a giudizio per sostituzione di persona e truffa dalla Procura della Repubblica di Massa Si chiude così una vicenda che ha preso le mosse nel marzo 2009, quando Morotti, sposato e padre di due figli, riceve un avviso di morosità dall'Enel. Strano, si dice sul momento, visto che ha sempre pagato regolarmente tutte le bollette. Scopre così che l'immobile a cui si riferisce la contestazione non è casa sua, nel centro cittadino, ma uno stabile a Massa, in via Due Madonne. L'ex segretario Dc non può certo immaginarsi cosa avrebbe avuto di fronte. La prima bolletta contestata è di una cinquantina di euro: come si fa in questi casi, manda una raccomandata all'Enel, scrivendo che deve esserci un errore e che ovviamente lui di un appartamento a Massa non sa nulla. Passa un po' di tempo, altra contestazione: preavviso di riduzione dell'energia erogata per morosità. Confidando che un'altra raccomandata e le telefonate ai vari call center fossero andate a buon fine, dopo aver ribadito di aver pagato regolarmente le fatture per casa sua (e che di Massa non ne sa niente) parte per le vacanze. Ed è in vacanza quando scopre che a casa sua hanno staccato la corrente. Da qui la battaglia legale, conclusa con il risarcimento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
