Sicurezza
Il Psi chiede una sanatoria per gli abusi “insignificanti”
MASSA. Un’urbanistica più “sciolta”, fatta di norme ragionevoli a misura del cittadino. E una sanatoria per i piccoli abusi. È la linea del Psi cittadino che analizza il nascente Regolamento...
MASSA. Un’urbanistica più “sciolta”, fatta di norme ragionevoli a misura del cittadino. E una sanatoria per i piccoli abusi. È la linea del Psi cittadino che analizza il nascente Regolamento urbanistico e snocciola, lo ha fatto in occasione di una tavola rotonda alle Stanze del Guglielmi con costruttori ed esperti – Renato Rossato, Luca Martin, Marco Mosti – una serie di suggerimenti e idee da portare, come hanno spiegato il segretario Sirio Bonini e il capogruppo Giancarlo Casotti, “all’attenzione dell’amministrazione”.
Si parte dalla questione della classificazione energetica degli edifici. La maggior parte delle case di Massa è in classe "G": la proposta del Psi è di affermare la regola che interventi sugli immobili esistenti migliorino la posizione energetica ma non obblighino i proprietari al raggiungimento di classi energetiche impossibili ed economicamente onerosissime. Sempre legato al risparmio energetico, è auspicabile che il regolamento consenta l'applicazione di cappotti esterni a parete, in deroga alle distanze come previsto dalla legge regionale Toscana.
Per i socialisti, il patrimonio edilizio della città è caratterizzato da piccole difformità (il mattone il più sulla copertura za, aumenti insignificanti della lunghezza o della larghezza etc.) molto diffuse. Irregolarità di poco conto, ma tali da rendere tanti immobili "non conformi". Il Psi chiede dunque la "sanatoria" di queste “insignificanti incongruenze” per consentire il miglioramento di questi edifici.
Bonini & C. chiedono anche, in questo in linea con quanto emerge dalle bozze del Regolamento, di facilitare nei centri storici cambi di destinazione d'uso specialmente verso il residenziale, con frazionamento con unità minina di mq. 38. E di permettere il recupero dei sottotetti con sopraelevazione a tutta la superficie del fabbricato “al fine di evitare soluzioni statiche molto onerose, inadeguate ed esteticamente brutte e per evitare nuovi consumi di territorio”. Bisogna anche “facilitare il cambio di destinazione d'uso di immobili con destinazione artigianale in tessuti a prevalenza residenziale per armonizzare il contesto urbano e migliorare complessivamente al sua qualità di vita”.
Per gli alberghi inattivi, il Psi è per concedere cambi di destinazione d'uso “senza l'obbligo di scoraggianti perequazioni ma applicando, al contrario, la regola della monetizzazione. E, al contrario, occorre aiutare l’ampliamento degli alberghi che hanno potenzialità di sviluppo». I socialisti chiedono, ancora una liberalizzazione delle norme, per consentire “anche nella zona industriale, in arterie vocate per posizione ad attività commerciali il cambio di destinazione d'uso degli immobili a uso produttivo, come previsto per l’ Aurelia.
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