Il Tirreno

I reperti resteranno visibili a tutti

L’amministrazione ha deciso di non seppellire di nuovo la fortificazione

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MASSA. I reperti archeologici venuti alla luce nel cantiere dietro al mercato coperto sono i resti di una cinta muraria più interna rispetto a quella – già conosciiuta dagli studiosi, che si snodava lungo via Bastione. «Si tratta di una fortificazione realizzata nel Cinquecento dai Cybo Malaspina sotto la quale, a separarla dalla cinta muraria vera e propria vi era probabilmente un fossato. Questo tipo di strutture, nel Cinquecento quando ormai erano diffusi i cannoni e le altre armi da fuoco, più che una funzione difensiva, venivano costruite per “dare lustro” ai signori della città, erano soprattutto una manifestazione di potere e di prestigio», spiega Stefano Di Meo, archeologo, che per conto del Comune ha condotto gli srudi sul cantiere e sui suoi reperti. «Il significato storico di questa scoperta è rilevante e credo sia stata un’ottima scelta quella di rendere visibile a tutti le vestigia riportate alla luce», dice ancora Di Meo. L’intera operazione, va da sè, è stata “monitorata” dalla Sovrintendenza.

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