La manifestazione
«Noi dobbiamo pulire, la Provincia no»
Un gruppo di cittadini: obbligati a tagliare siepi e arbusti, ma le strade sono invase dalla vegetazione
MASSA. La condizione necessaria perché una relazione funzioni è la reciprocità, il “do ut des”. Spesso però quella condizione manca nel rapporto tra l’istituzione e il cittadino: il pubblico - per parlar chiaro - chiede che tu faccia la tua parte, ma non fa la sua. Così, con un atto dirigenziale, Palazzo Ducale impone ai tutti i proprietari di immobili e terreni confinanti con le strade provinciali di tagliare cespugli, arbusti, siepi. Dimentica, però, che dare il buon esempio sarebbe un ottimo inizio.
Chi vive lungo la via per Arni ( da Capaccola, fino a Pian della Fioba, quindi alla galleria che ci separa dai cugini lucchesi) mette nero su bianco una serie di richieste: un vero e proprio sollecito di intervento lungo i 19,5 chilometri di via. Con tanto di sessanta firme allegate.
Prima richiesta «il taglio della vegetazione nelle cunette di scolo per impedire che, in caso di pioggia, l’acqua si riversi» creando torrenti lungo la carreggiata. Non solo: i cittadini sollecitano anche il taglio di ortiche, rovi e felci, cresciute lungo i muri di contenimento, le scarpate e i guardrail. Invadono la strada riducendo l’ampiezza della corsia e - sottolineano i residenti - limitano pesantemente la visibilità in curva. Con rischi non da poco per gli automobilisti che percorrono la via per Arni.
La richiesta è estesa al ponte in muratura del Banditello tra Altagnana e Antona. Il timore è che le radici di giganti arbusti e grossi cespugli possano compromettere nel tempo la stabilità della struttura. Il sollecito è stato spedito ad Osvaldo Angeli, commissario della Provincia. Un vero e proprio invito a quella reciprocità, di cui dicevamo, a far sentire il cittadino parte di un più ampio progetto per la valorizzazione del territorio. Un progetto in cui tutti - anche il pubblico - fanno la propria parte.(C.S.)
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