Sicurezza
«Ci sono 200 persone rimaste fuori casa»
Il sindaco Grassi: «Servono milioni per riparare i danni»
FIVIZZANO. Sono passati dodici mesi da quando la terra ha sussultato con violenza. La scossa più forte si è fermata a 5.2 gradi della Richter, ma per oltre un mese sono seguiti episodi sismici che hanno fatto segnare intensità pari alla metà dell’episodio iniziale. Si è vissuti per parecchie settimane in questa situazione logorante.
«A cinque giorni dal sisma – ricorda il sindaco Paolo Grassi – furono stanziati immediatamente tre milioni per le spese di somma urgenza. Il motore del volontariato però fu subito attivo sin dai primi giorni. L’installazione di oltre mille posti letto per coloro che non potevano rientrare nelle proprie abitazioni è qualcosa che fa capire la portata dell’evento. Di questi la metà erano ripartiti tra Fivizzano e Ceserano. Una grande opera del volontariato e della Protezione civile che ha intrapreso più di un’esercitazione per rapportarsi a queste calamità. Stretto il controllo da parte del prefetto e delle forze dell’ordine per impedire lo sciacallaggio».
«La forza dei movimenti sismici ha reso inabitabili tantissime case - aggiunge Grassi - in tutto il raggio dell’epicentro del sisma sono state duemila quelle danneggiate, 500 solo nel Fivizzanese. Il numero totale degli sfollati ha toccato quota 360 su un totale complessivo di 600. Qualcuno è potuto tornare nella propria casa, ma 200 persone attendono ancora. Le risorse per la rimettere in sicurezza il territorio e le vie di comunicazione sono già stati parzialmente erogati, manca ancora il grosso della somma. Sono stati stanziati 270mila euro per Equi Terme, zona colpita insieme alla vicina Monzone, altri 150mila per la messa in sicurezza delle Mura Medicee; 500mila sono andati per interventi sulla viabilità e altri 160mila per il consolidamento dei borghi storici. Si attende solamente lo sblocco di 21 milioni di euro che andrebbero ad agire realmente sulla ricostruzione e sul ritorno alla vecchia routine quotidiana. Per ora sono stati ricevuti 5 milioni che sono stati destinati alla ristrutturazione e al consolidamento delle prime case, ma se ne attendono altri 4 che dovrebbero completare l’intera emergenza casa. Gli altri 16 milioni provenienti dallo scomputo saranno destinati alle scuole, al loro rafforzamento in modo da reggere l’urto con calamità simili».
E la conclusione: «C’è anche la possibilità – afferma Grassi – che la Regione possa, ancor più di quanto avvenuto in questi anni sulla prevenzione. Altri 3 milioni sarebbero pronti a essere investiti in quelle prime e seconde abitazioni che necessitano un adeguamento sismico. Una cosa simile successe già nel 1995 in occasione dell’altro evento calamitoso. Siamo però certi che i vari rafforzamenti, eseguiti nel corso degli anni, hanno contribuito a non creare danni ingenti e vittime».
Il Fivizzanese spera dunque nell’arrivo di milioni per risollevarsi anche se il pensiero ancora va a quelle notti insonni.
«Non si riusciva più a dormire in quelle lunghe notti, ci sono state persone che hanno contratto forme di stress - sottolinea amareggiato il sindaco - Dobbiamo però ricordarci che viviamo in una zona sismica e che solo agendo attraverso la prevenzione si può superare un episodio grave come questo».
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