Il Tirreno

«Cave e stranieri, quali progetti industriali?»

«Cave e stranieri, quali progetti industriali?»

Lo chiede il segretario comunale del Pd a proposito dell’operazione che riguarda Marmi Carrara

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CARRARA. Il Pd tramite il segretario comunale Pier Paolo Delia, chiede maggiori informazioni sull’operazione relativa alle trattative in corso fra Marmi Carrara e imprenditori stranieri (della famiglia Bin Laden) che puntano all’acquisto di una parte consistente delle azioni della spcietà. «Se è fuori discussione che l'operazione in questione sia materia di competenza degli imprenditori privati che ne sono gli attori, è altrettanto evidente quanto grande debba essere l'interesse pubblico nei confronti di una azienda così' importante per il territorio che sviluppa la sua attività nell'ambito del settore Marmo strategico per lo sviluppo della città».

Secondo il Pd, «è sicuramente auspicabile che capitali stranieri siano attratti dal nostro territorio, e non avrebbe alcun senso alimentare sentimenti contrari. E' altrettanto evidente quanto sia importante l'esigenza di conoscere quali siano i piani i progetti e le intenzioni di chi intende insediarsi ».

«La nostra città deve conoscere quali siano i progetti industriali, quali ne siano le ricadute occupazionali e quali siano gli sviluppi possibili di questa impresa come di tutti i soggetti che intendono investire nel settore e ciò è imprescindibile visto lo stretto collegamento con una materia prima che costituisce Patrimonio indisponibile del Comune».

Il Partito Democratico auspica che si possano colmare prima possibile «le lacune di comunicazione attraverso un'informazione seria, precisa e trasparente, nel contempo biasima i toni esacerbati e folkloristici con cui alcuni opinionisti hanno inteso trattare la questione».

Il Partito democratico invita l'amministrazione comunale, a fare in modo che «continui in stretto rapporto con la Regione a definire nuove e più cogenti regole. Il nuovo Regolamento degli Agri Marmiferi collegato alla nuova Legge regionale costituirà un sistema di regole certe e chiare che possano privilegiare l'affidamento della coltivazione dei bacini alle imprese che siano in grado di coniugare le esigenze imprenditoriali con la necessaria tutela dell'ambiente nella prospettiva di creare il maggior sviluppo economico possibile legato all'utilizzo dei materiali estratti, garantendo un equo ristoro in termini economici alla città. I principi che dovranno guidare gli affidamenti delle concessioni saranno Onerosità che garantisca un giusto gettito dallo sfruttamento delle cave, Temporaneità adeguata alle nuove norme dell'Europa, Concorrenzialità fondate sul principio per cui si potrà escavare solo in virtù di concessione, ottenuta all'esito di adeguato confronto per gara, e Capacità di sviluppo di un'economia sul territorio che dovrà garantire occupazione e redistribuzione delle risorse».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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