La manifestazione
Casa distrutta, un mese in tenda
La famiglia Marchi è ancora ospitata dai nonni ma vuole rientrare
FIVIZZANO. La famiglia di Gino Marchi è fuori casa dal 21 giugno di un anno fa quando il sisma danneggiò in maniera grave il tetto dell’abitazione di Monzone Alto.
«Siamo stati un mese nella tendopoli del Comune - racconta la figlia Mara - poi io e i miei figli siamo potuti tornare nella casa che abbiamo vicino a quella dei miei genitori, però meno lesionata dal terremoto. Babbo e mamma, invece, sono restati fuori casa e lo saranno fino a che non verranno ultimati i lavori di restauro. Hanno avuto danni per circa 50mila euro e quindi di interventi ne occorrono tanti. Pazienza. La loro speranza è quella di rientrare tra qualche mese e quindi lasciare l’ospitalità dei miei nonni».
Mara è impiegata presso il Comune di Fivizzano. «Di quel giorno - racconta - ricordo la paura mentre rientravo a casa dal posto di lavoro. Avevamo sentito la grande scossa delle 12,30 e subito ho cercato di telefonare ai miei, a Monzone Alto. Ma i cellulari erno tutti fuori uso. Sapevo che l’epicentro era stato localizzato dalle nostre parti e quindi mi aspetatvo il peggio man mano che raggiungevo in auto la zona di Monzone. Arrivata a casa, però, è stato tutto ancor peggio. Ho visto la mamma che piangeva mentre mi veniva incontro. Poi la vista dei danni alle nostre case. Terribile. Per fortuna nessuno si è fatto niento. Ho due figli di 4 e 11 anni e quella mattina erano con i miei genitori. Pazienza. Ci rialzeremo, magari con tanto sacrificio, ma ce la faremo».(f.p.)
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