Il Tirreno

il caso

L’incidente nella notte e il cordiale del maresciallo

L’incidente nella notte e il cordiale del maresciallo

VILLAFRANCA. Era ubriaco o no, il giovane conducente che una sera del 2012 finì fuori strada con la sua auto mentre percorreva la Statale della Cisa? E aveva bevuto solo il “cordiale” che poco prima...

2 MINUTI DI LETTURA





VILLAFRANCA. Era ubriaco o no, il giovane conducente che una sera del 2012 finì fuori strada con la sua auto mentre percorreva la Statale della Cisa? E aveva bevuto solo il “cordiale” che poco prima gli era stato regalato da un maresciallo dei carabinieri, o qualcosa di più? Processo dai risvolti curiosi quello in corso al tribunale di Massa, dove un giovane di Fivizzano, titolare di un bar, è imputato. L’uomo, trentenne, era in auto, su una Fiat 600 accanto alla compagna. A un curva, una curva insidiosa perchè sull’asfalto c’era un affossamento dell’asfalto che già in passato aveva provocato altri incidenti, il conducente perde il controllo, l’auto salta il guard rail e si capovolge più volte. I due occupanti ne escono sotto shock, coperti di sangue ma non gravi. Il giovane, in particolare, è intontito, sconvolto. La sua ragazza per cercare di farlo riavere, gli somministra una bottiglietta mignon di “cordiale”. Arrivano i soccorsi: un’ambulanza del 118 per prima, che presta le prime cure ai due. Poi arriva una pattuglia dei carabinieri. Il ragazzo si mostra parecchio agitato e i militari decidono di sottoporlo all’alcoltest. I risultato è inequivocabile e al ragazzo viene sospesa la patente per 4 mesi.

Ma non tutto è chiaro. La difesa sostiene che il giovane non era ubriaco e che la positività all’etilometro era derivata solo da quel cordiale fattogli bere dalla compagna. Il maresciallo del cordiale è Folco Formiga, ex comandante dei carabinieri di Fivizzano, che chiamato a deporre, racconta come la coppia vittima dell’incidente, lui stesso e il padre del giovane imputato fossero andati a cena in un ristorante di Filetto. «Ricordo che avevamo preso una bottiglia di vino in quattro. E che il giovane bevve al massimo un bicchiere», dice il maresciallo ora in pensione. E aggiunge che a fine pasto aveva regalato alla coppia alcune bottigliette formato mignon di cordiale e cognac. «Sapevano che facevano collezione e quelle bottigliette erano particolari: sono fornite dall’Arma per “ristorare” il personale durante i lunghi servizi e non si trovano in commercio». La testimonianza di Formiga è musica per la difesa, secondo cui l’incidente fu provocato da quell’avvallamento maledetto sulla strada e non da altro. Più dubbi mostra il giudice Fabrizio Garofalo che incalza i testimoni e cerca di capire come sia avvenuto di preciso l’incidente. Perchè, ragiona, se quella buca era tanto pericolosa e se come sostenuto dall’imputato, l’auto stava andando a velocità ridotta («eravamo incolonnati»), non si capisce come non siano finite fuoristrada tutte le auto che vi passavano sopra. Se ne riparlerà il 21 luglio, con l’escussione di una altra testimone chiave: la compagna dell’imputato.(c.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze