Finanza
Il Comune a Butterfly: stop agli abbonamenti
Palazzo civico diffida la società a trovare nuovi clienti e intanto si prepara alla gestione provvisoria degli impianti. L’avvocato difensore: è violenza privata
MASSA. La Butterfly, la società di Brescia che gestisce la piscina comunale di Massa, è stata diffidata dal Comune a vendere abbonamenti agli utenti. Un provvedimento severo, adottato, così si legge nella determina dirigenziale che accompagna la decisione, per fare sì che “personale comunale provvederà quanto prima al recupero forzoso dell'impianto”.
È una storia infinita quella della piscina di viale Roma, una storia di proteste (da parte di almeno una quota dei frequentatori degli impianti), di carte bollate e contenziosi iniziata fin dall’assegnazione della gestione a Butterfly. Una storia che il prossimo novembre porterà tutti in Tribunale, parte pubblica e parti private, affinché un giudice stabilisca se Butterfly sia stata davvero inadempiente, o se invece il capitolato lo abbia rispettato. Il comune, però, non aspetta che il giudice si pronunci e, nonostante abbia letto del ricorso presentato dalla società e della data fissata per la prima udienza, emana un altro provvedimento, che le ali alla Butterfly le spezza completamente.
La determina numero 2034, firmata il 19 giugno del 2014 dal dirigente del settore Fabio Mercadante, parla chiaro: rivelate inadempienze nell'attuazione del capitolato, e poiché sono trascorsi i 20 giorni di tempo che il comune dava a Butterfly per pagare le penali, adesso si va alla "riconsegna dell'impianto al legittimo proprietario" (il comune), con "recupero forzoso della struttura". Nella determina viene citato anche il parere della commissione consiliare sociale- sanità- politiche giovanili e sport: “Il comportamento di Butterfly può recare danno economico ai cittadini massesi che, ignari dell'imminente recupero forzoso dell'impianto natatorio, possono essere indotti dalla società ad acquistare abbonamenti a scadenza, con conseguente danno di immagine anche per il comune”. Nella determina si legge anche che gli uffici comunali competenti stanno predisponendo, d'intesa con il Coni provinciale, e con l'associazionismo sportivo locale, un progetto tecnico di gestione provvisoria dell'impianto, in attesa di nuova gara di affidamento.
Ma il comune rischia di fare i conti senza l'oste. Secondo l'avvocato Riccardo Lenzetti che tutela gli interessi della società Butterfly, l’iniziativa dell’amministrazione Volpi è illegititma. L’avvocato si dichiara esterrefatto dalla determina in questione e scrive immediatamente la sua risposta al Comune: «Il 18 giugno è stato notificato al Comune il ricorso e il decreto di fissazione dell'udienza emesso dal Tribunale; appare evidente che fino a che il giudice non si pronuncerà in merito alle nostre presunte inadempienze, il comune di Massa non ha alcun potere di imperio, essendo il nostro uno Stato di Diritto, né tantomeno un potere minatorio nei confronti della società, con cui ha in essere un contenzioso. Infine il pubblico non può certo coartare la volontà dei cittadini». La gravità dei contenuti di questo provvedimento. attacca ancora l’avvocato Lenzetti, «lascia sconcertati e prefigura gli estremi, quantomeno, dei reati di cui all'articolo 610 (violenza privata ndr.) e 595 (diffamazione ndr.) del codice penale».
È, insomma, guerra aperta con l’amministrazione ormai decisa a “buttare fuori” la Butterfly (garantendo comunque l’apertura delle piscine) e la società decisa a tenere duro fino in fondo.
Manuela D’Angelo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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