Il Tirreno

La protesta

Il comitato San Carlo chiede chiarezza sulla produzione

MASSA. «Qual è il piano industriale sulla San Carlo? Quali le intenzioni dell'amministrazione per quello che dovrebbe essere considerato un bene comune?». Se lo chiedono gli abitanti di Pariana e San...

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MASSA. «Qual è il piano industriale sulla San Carlo? Quali le intenzioni dell'amministrazione per quello che dovrebbe essere considerato un bene comune?». Se lo chiedono gli abitanti di Pariana e San Carlo, riuniti nel Comitato salvaguardia territorio e ambiente montana. La vicenda è nota: la storia della San Carlo, l’azienda massese di imbottigliamento dell’acqua che dall’inizio dell’anno ha licenziato due dei sette dipendenti - altri, forse, in arrivo. Una storia di fallimenti che parte da lontano e su cui adesso gli abitanti chiedono spiegazioni alla varie parti interessate. «Di fronte ai silenziosi e dolorosi licenziamenti degli operai – scrivono in un comunicato – tutti i due paesi devono sentirsi uniti e partecipi: il complesso delle sorgenti e terme San Carlo sono una reale ricchezza economica locale, che appartiene a tutta la collettività di Massa e che non deve essere lasciata in mano a privati che non lo sanno valorizzare come si dovrebbe». Gli abitanti si rivolgono anche agli amministratori locali per chiedere la revoca delle concessioni. «L'acqua – continuano – è un bene pubblico che deve essere gestito con criteri di massima utilizzazione e valorizzazione a seconda delle speciali qualità».

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