Il Tirreno

il piano paesaggistico

Aumentano i vincoli per riaprire le cave

CARRARA. Vincoli più severi per le nuove attività estrattive, per la riattivazione delle cave dismesse e per chi voglia modificare, in modo sostanziale, quelle esistenti ma anche maggiori tutele per...

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CARRARA. Vincoli più severi per le nuove attività estrattive, per la riattivazione delle cave dismesse e per chi voglia modificare, in modo sostanziale, quelle esistenti ma anche maggiori tutele per le vette e le zone montane sopra i 1200metri di altitudine: sono questi i provvedimenti salienti della proposta di Piano Paesaggistico uscita dalla giunta della Regione Toscana.

Ne hanno discusso ieri mattina in seduta congiunta, le commissioni Marmo e Urbanistica, alla presenza del vicesindaco Andrea Vannucci.

«E' ancora un testo provvisorio, l'ultima parola spetta al consiglio regionale dove sono previsti almeno due passaggi» ha precisato il numero due dell'amministrazione carrarese.

Scorrendo la bozza uscita dalla giunta, è comunque possibile intuire le intenzioni della Regione Toscana che attraverso l'introduzione di una “valutazione paesaggistica” e dell'obbligo di presentazione di un “Piano Attuativo” impone un giro di vite sull'apertura di nuove cave, alla riattivazione di quelle dismesse e alla possibilità di modificare radicalmente quelle già operative. «In questi tre casi la proposta della giunta prevede una valutazione paesaggistica per verificare se e come queste attività avranno impatto sul paesaggio. Questo non vuol dire che la valutazione diventa una preclusione ma è un elemento di governo di territorio così come avviene in altri settori» ha dichiarato Vannucci, spiegando che la valutazione paesaggistica sarà effettuata dai comuni sulla base di un iter indicato dalla Regione.

L'altra grande novità è che, nei tre casi suddetti, dovranno essere predisposti anche dei “Piani Attuativi”.

«Sono dei mini piani regolatori» ha spiegato ancora il Vicesindaco, ricordando che il comune di Carrara aveva già contemplato questo obbligo nell'ambito del Piano Strutturale. Secondo le indicazioni della giunta regionale ogni bacino dovrà presentare il suo “piano attuativo»: e qui arriva il primo intoppo perchè, secondo la classificazione dell'amministrazione toscana, le cave di Massa e di Carrara rientrerebbero tutte in un unico bacino: l'assessore Vannucci ha annunciato che su questo, l'amministrazione di piazza Due Giugno chiederà una modifica vista l'impossibilità di gestire un sistema così complesso e articolato, oltretutto in tandem con un altro municipio.

E se, il vicesindaco ha garantito che il vero dibattito sul Piano Paesaggistico deve ancora iniziare e che gli spazi per le modifiche sono ancora molto ampi, nel frattempo i professionisti e i tecnici che lavorano nel mondo del lapideo si sono dati appuntamento, ieri pomeriggio, presso la sede di Assindustria, proprio per confrontarsi su quelle che a loro parere sono le “ombre” dello strumento messo a punto dalla giunta regionale.

Il geologo Massimo Corniani, intervenendo proprio davanti alle commissioni Marmo e Urbanistica, ha anticipato che secondo gli addetti ai lavori il Piano «potrebbe innescare un conflitto tra i vincoli introdotti a tutela dell'ambiente e gli interventi necessari a garantire la sicurezza strutturale della cava e dei suoi lavoratori», oltre a contenere ancora numerosi passaggi “poco chiari”. Nei giorni scorsi infatti Assoindustria aveva invitato la Regione a riaprire il dialogo e a congelare questa ipotesi di piano paesaggistico.

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