Sicurezza
Si fa una targa di cartone, condannato a otto mesi
Non aveva soldi per l’immatricolazione dello scooter e si è affidato a forbici, cartone e pennarello
MASSA. Si fabbrica una targa “fai da te” e il giudice lo condanna ad 8 mesi.
Lui, l’imputato, non naviga nell’oro, ma ha bisogno di un mezzo per spostarsi. Trova un vecchio motorino malmesso, gli dà una sistemata e si prepara a salire in sella. Ma - piccolo particolare - manca la targa. E i soldi per l’immatricolazione non ce li ha.
Allora decide di risolvere il problema con un po’ di creatività: cartone, forbici e pennarello nero e, come per magia, ecco che spunta la targa. Con tanto di numeri inventati. Poi, con la solita creatività, l’attacca al motorino e se ne va in giro. E per un po’ nessuno lo becca, fin quando ad Avenza una pattuglia dei carabinieri nota quel mezzo a dir poco originale: fermano l’uomo e verificano che, non soltanto la targa è “artigianale”, ma riporta persino numeri inesistenti.
E la questione finisce in tribunale, davanti al giudice monocratico. La difesa dell’imputato conta sulla buona fede: l’opera “fai date” è talmente semplice, che l’intenzione di ingannare - questa la tesi - non c’è. Ma il giudice non la vede così e condanna l’imputato ad otto mesi.
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