Il dolore
Deserta l’asta per assegnare la gestione piscine
Amareggiato il sindaco Cerutti: nessuno si è presentato eppure l’offerta era vantaggiosa con un ribasso del 20%
VILLAFRANCA. Si fa sempre più complicato il percorso che dovrebbe condurre a una nuova gestione dell’impianto sportivo “Cirelli”.
Dopo la battaglia legale scatenatasi con i passati gestori e la riconsegna, su ordinanza del tribunale, delle chiavi nelle mani dell’amministrazione, si era provato in tempi strettissimi a far funzionare a pieno regime la struttura. Le compliazioni però non arrivano mai da sole. Se si deve fare i conti, in primo luogo, con una ripartenza a brevissimo giro di posta, si deve assomare a questo la diffidenza mostrata dagli imprenditori verso questo impianto. Entrambe le aste, che dovevano definire i prossimi gestori, sono andate deserte.
La seconda è scaduta proprio ieri e ha lasciato l’amaro in bocca all’amministrazione che dovrà prendere strade alternative per l’assegnazione dell’impianto. Eppure l’offerta messa sul piatto dal bando di gara appariva appetibile. La base d’asta era stata fissata a 48mila euro, con un ribasso del 20% rispetto alla precedente, avendo a disposizione luglio e agosto per rientrare nei costi. Vanificata questa ultima possibilità bisogna battere strade alternative, come spiega il sindaco Pietro Cerutti: «Abbiamo dato la precedenza, come prescrive la legge regionale, alle associazioni sportive che volessero impegnarsi nell’apertura di questa struttura. Purtroppo non si è presentatao nessuno, sebbene l’offerta fosse molto favorevole, anche rispetto agli anni passati. Ora si passa al meccanismo dell’asseganzione diretta, che arriva, come prevede la legge, dopo i due tentativi falliti. Ci metteremo in contatto con le cooperative sociali prima e se non riceveremo risposta interrogheremo anche privati. La priorità è l’apertura delle piscine».
Scartata quindi anche la possibilità di una gestione diretta dell’impianto da parte del Comune. «E’ un’eventualità – continua Cerutti – che mi sento di scartare. Il Comune non ha la possibilità di assumere personale che possa lavorare all’interno della struttura. Occorre inoltre una tempistica molto più lunga che non è compatibile con quella attuale. L’impossibilità di una gestione diretta è inoltre da escludere in virtù dal Patto di Stabilità che ci impedisce di effettuare nuove assunzioni anche solo per un periodo limitato. Ci dobbiamo appoggiare esternamente per l’attivazione di questo servizio. Stiamo però effettuando la pulizia delle vasche per consentire la fruizione immediata da parte dei clienti».
Cristiano Borghini
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