Il dolore
«Cave: sistema a punti per le concessioni»
Lo propone il centrodestra per incentivare la lavorazione in loco: «Altrimenti diventeremo una miniera di arabi, russi o cinesi»
CARRARA. L’operazione araba che vede la società Marmi Carrara impegnata nella trattativa con emissari della famiglia Bin Laden, continua ad essere blindatissima. Ma procede. La Marmi Cararra non è diretta concessionaria di cave, ma di fatto, detiene il 50 per cento della Sam (Società apuana marmi). Congiuntamente alle tre cooperative di cavatori di Gioia (25%), Lorano (12%) e Canalgrande (13%) che hanno l’altro 50% di Sam, Marmi Carrara è un colosso: perché la Sam è titolare del 35 per cento delle cave di Carrara (com marmi pregiati e meno pregiati). Gli addetti ai lavori, calcolano che il valore di quelle cave si aggiri sui 220 milioni di euro e che tutte le cave di Carrara valgono circa 650 milioni di euro. L’elemento di spicco è che quel 35% di siti di escavazione è in pratica sotto un solo gruppo (Marmi carrara è divisa al 50%: da una parte la cordata Piacentini- Volterrani-Gaspari-Tonini della Erton; e dall’altra Franchi della Umbertofranchi e Rossi del Fiorino). Ciò che a quanto pare interessa agli arabi (che operano attraverso il gruppo CPC facente capo alla famiglia Bin Laden) sono le quote della metà di Marmi Carrara (Erton), mentre gli altri soci a metà, possono esercitare il diritto di prelazione entro luglio-agosto, in una operazione che peraltro, nel contesto della trattativa tra i Bin Laden e Marmi Cararra, si aggirerebbe sui 40-45 milioni di euro.
Il centrosinistra. Gruppo consiliare Nuovo centrodestra e Fi Uniti per Carrara, ed i Circoli Carraresi di Ncd sostengono che ha fatto bene la Cisl a porre l'accento sul problema della lavorazione in loco del materiale escavato, «ben più importante delle gerarchie intrasocietarie e dell'asset aziendale di un operatore di settore. In un contesto di moderna economia di mercato non si può di certo "imporre" la lavorazione in loco, ma considerato che le cave sono proprietà della collettività carrarese si deve provare a gestire il settore attraverso regole che la incentivino e la facilitino. Sono 20 anni che tutti affermano di voler incrementare la lavorazione in loco creando così occupazione e indotto, ma nessuno ha saputo proporre un tipo di intervento diverso da quello avanzato dal centrodestra già nel 1998, quando alcuni consiglieri di Forza Italia dissero che l'unico modo di agire in questa prospettiva era la realizzazione di un sistema "a punti" per il rilascio delle concessioni che prevedesse una importante considerazione, accanto all'offerta economica, della dimostrazione di aver lavorato e di essere ancora in grado di lavorare in loco una parte consistente del materiale escavato». Il centrodestra ripropone questa soluzione. Altrimenti diventeremola miniera privata di qualche magnate arabo o russo o cinese».
Per quanto riguarda i beni estimati,i secondo il centrodestra «occorrerà almeno lottare perchè il patrimonio all'interno del quale potrebbero essere inglobati sia quello comunale e non quello regionale».
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