Sicurezza
Presi i banditi che hanno ucciso Paolo
Fermati tre marocchini: si sospetta che la loro folle fuga in auto sia stata motivata dal possesso di droga
CARRARA. Presi i tre banditi che per sfuggire a un posto di blocco dei carabinieri sul raccordo della A1 di Milano, giovedì 12, speronarono la Jeep dell’architetto Paolo Armenise, uccidendolo sul colpo. Si tratta di tre marocchini.
I carabinieri li hanno individuati a Milano e in serata hanno provveduto al fermo con l'accusa di omicidio a seguito di dolo eventuale, resistenza a pubblico ufficiale, traffico di stupefacenti e ricettazione.
Secondo quanto spiegato dai carabinieri del Comando provinciale di Milano, che hanno condotto le indagini in concorso con la polizia stradale, i tre forse fuggivano a folle velocità proprio perchè avevano da nascondere qualche traffico illecito nell'ambito degli stupefacenti. Ma al momento questa è solo un'ipotesi e, sino alla convalida dei fermi, non verranno forniti altri dettagli.
L'incidente, nel quale rimase ucciso Paolo Armenise, 48 anni, architetto molto noto a Carrara come inventore di Marble weeks e di altre manifestazioni di successo, avvenne attorno alle 17, quando un'Audi, sulla quale si sospetta ci fossero i tre marocchini fermati, non rispettò un ordine di accostare intimato da un carabiniere della Compagnia di San Donato impegnato in un servizio di controllo di routine a Milano. L'auto scappò a folle velocità, pare a oltre 170 chilometri orari (ma per determinarlo con esattezza è stata disposta una perizia cinematica), e raggiunse l'ingresso della tangenziale.
Quindi, si immise nel traffico su un raccordo dell' autostrada A1 senza rallentare. Il guidatore non riuscì così ad evitare il tamponamento della Jeep di Armenise, così forte da far capottare il grosso fuoristrada, il cui conducente morì all' istante. Gli occupanti dell'Audi invece, nonostante l'impatto, riuscirono a fuggire. Almeno fino a stasera, secondo i sospetti degli investigatori. Anche l’Audi era distrutta ma i tre sono stati visti scavalcare il guard rail poco dopo. Tracce di sangue sono state trovate sull’auto ma evidentemente le ferite non erano gravi (gli inquirenti setacciarono subito cliniche e ospedali). Tracce che, tramite il dna, potrannoo ben presto stabilire se i tre fermati sono effettivamente gli occupanti dell’auto e i protagonisti dell’incidente che ha provocato la morte di Armenise.
Quando i banditi sono usciti dall’auto qualcuno ha testimoniato che avevano la pelle scura: le indagini si sono così indirizzate in ambienti ben precisi, legati al traffico della droga. Sull’auto infatti non c’erano armi o refurtiva: il sospetto è che i tre fuggissero perchè avevano indosso della droga o addirittura, vista la dinamica dell’incidente, ne avessero assunta. I sospetti sono forti e lo stato di fermo potrebbe esserec tramutato in arresto nelle prossime ore.
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