Gioco
«Occorre provare a imporre un po’ di lavorazione in loco»
CARRARA. La Cisl mette in fila varie sfaccettature del settore lapideo: «Piano paesaggistico regionale, riforma della legge “78” in materia di escavazione, acquisti sauditi di importanti quote...
CARRARA. La Cisl mette in fila varie sfaccettature del settore lapideo: «Piano paesaggistico regionale, riforma della legge “78” in materia di escavazione, acquisti sauditi di importanti quote azionarie del totem finanziario che gestisce gran parte dei bacini marmiferi carraresi, riorganizzazione del mondo del carbonato di calcio. Insomma: non sembra una tarda primavera delle più tranquille, questa, per quanto riguarda il “nostro” marmo bianco».
La Cisl addita due novità: «La prima riguarda la capacità di impatto tecnologico e la accresciuta potenzialità estrattiva; la seconda il nuovo contesto economico globale. Occorre regolamentare l'escavazione, provare a porre quantità escavabili, provare adi mporre un po' di lavorazione in loco, provare a pensare che il marmo non può non essere lavorato in zona: invece sempre ancora per paradosso prende lavia dei marmi pagata dalla città e va via magari alla Spezia oppure Livorno. Negli incontri tenuti in Regione si è capito che esiste una volontà di provare, questa volta, a normare la materia. Si sta arrivando al momento decisionale».
«L'altro aspetto, quello legato alla famiglia saudita: la domanda – dice la Cisl – è sempre la solita: posto che il marmo appartiene alla collettività locale, può essere trattato come se fosse un normale tabacchino in città ? Trovo chi me lo vende, ho i requisiti personali, tecnici, vado dal Notaio, me lo compro, faccio la comunicazione al Comune ed alla Camera di Commercio e va bene così ? Oppure questa materia va trattata con una logica diciamo “pubblica” ? Magari, se giuridicamente fattibile, la Regione toscana potrebbe - all'interno della rivisitazione della '78' – fare rientrare i beni estimati all'interno del proprio patrimonio indisponibile, permettendo quindi l’escavazione ed anche il pagamento delle quote diciamo dovute alla collettività. Ma ancora: senza voler passare per provinciali ed antistorici che si oppongono alla globalizzazione, possibile che costoro non si presentino alla città spiegando cosa vogliono fare ? E se intendono lavorare in loco un po del loro marmo, magari utilizzabile per l'ennesima moschea, creando occupazione ed indotto ? Insomma, fare le belle statuine, alla fine, pensiamo non piaccia nemmeno a chi ci amministra».
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