Il Tirreno

«Oggi abbiamo perso tutti: operai, sindacati, azienda»

«Oggi abbiamo perso tutti: operai, sindacati, azienda»

Un collega di Alberti si sfoga: questa situazione è insopportabile, avevamo un po’ di lavoro e si è messo a piovere, è ovvio che poi la testa ti va in tilt

4 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Una giornata convulsa: Adamo Alberti, in cima al silos di quasi trenta metri, ogni tanto guarda giù, oppure cammina dalla piattaforma rotonda a quella accanto, del secondo silos. A volte si siede. E’ un puntino umano eppure, nonostante appaia così piccolo visto da lontano, fa avvertire a chi sta sotto, tutta la grande disperazione che lo pervade. Soldi della cassa integrazione in deroga che ancora non arrivano, il non sapere come mantenere la famiglia, il peso di doversi farsi aiutare economicamente. La delusione dopo una vita di lavoro. L’allarme scatta verso le 11, quando i colleghi non lo trovano più nel terreno dove vengono fatte opere di manutenzione. Poi lo scoprono lassù, e parte l’sos: “C’è un operaio che minaccia di buttarsi”, questa la richiesta di aiuto lanciata dai colleghi. Una minaccia non reale, si scoprirà poi, ma protesta sì. Poco dopo sul posto ci sono polizia e carabinieri. Gli agenti, poi raggiunti dal responsabile del commissariato dottor Gargiulo, cercano di convincere Alberti a scendere, ma lui non lascia avvicinare nessuno. Gli agenti dopo essere saliti sulle scalette di un vecchio stabile ex Italcementi che conduce a una terrazza vicino ai due silos paralleli, devono fermarsi lì. Parlano con lui, a voce diretta, a volte tramite i cellulari, finché quello di Alberti si scarica. Gli altri operai gli fanno arrivare, tramite un secchio legato auna corda calata da Alberti, un altro cellulare. «Voglio parlare con Matteo Renzi», è questa la sua richiesta, per poter scendere da quel silos.

Sul posto ci sono i compagni di lavoro, cassintegrati in deroga (come lui) di Fermet Servizi. Luigi Giacopi, 54 anni:«Lui vuole parlare con i politici, quelli importanti. Come noi vuole certezze per il futuro. La cassa in deroga arriverà fino ad agosto, ma per ora non abbiamo visto neanche un soldo. Mia moglie è precaria della scuola, mio figlio è cassintegrato come me». C’è l’impiegata amministrativa (per tutte le società del gruppo Fermet) Cristiana Taddei, 38 anni, che lavora mezza giornata e il resto rientra nella Cig. «Renzo ci ha provato a farlo scendere, ma nulla». Renzo Puntelli, 54 anni di Carrara, si sfoga: «I posti di lavoro sperati, non sono mai arrivati. Adamo minaccia di buttarsi, vuole parlare con Renzi. Qua lavoriamo pochi giorni al mese, a fare le pulizie nell’area. Stamani dovevamo tagliare l’erba, ma ha cominciato a piovere». L’idea di saltare un giorno di attività per la pioggia, in altre circostanze non avrebbe generato particolari reazioni probabilmente, ma per questi operai già messi a dura prova dallo scarso lavoro e dai mille problemi per arrivare in fondo al mese, quelle poche gocce di pioggia (perché poi è tornato il sole) hanno avuto l’effetto di un uragano su Alberti. «Ci vuole qualcuno, importante e volonteroso – ha detto Puntelli – che risolva questa vicenda per far ripartire l’attività». Accenna ai due fratelli Ricciardi, a proposito dell’area ex Italcementi. Gli operai vorrebbero che si sbloccasse la situazione Fermet, che la vertenza complessiva trovasse uno sbocco positivo.

«Ci sono tre società: Sgi con più ammortizzatori sociali; c’è il ramo Logistica con lo spettro dei licenziamenti; c’è Fermet Servizi con la cassa in deroga», dice Puntelli. «Un po’ di lavoro c’è ancora ma siano stanchi di questa situazione insopportabile. Ci vuole un politico che ci metta le mani. Oggi – dice riferendosi all’amico sul silos – abbiamo perso tutti, noi lavoratori, i sindacati, e gli imprenditori. Si è perso il filo conduttore della vertenza. Stamani avevamo ricominciato a lavorare, avevamo tre giorni di attività. Ha cominciato a piovere, e ci siamo detti: “E ora? cosa facciamo?”... E’ ovvio che poi ti sbrocca il cervello, che la testa di va in tilt... Se Adamo resta lassù questa notte, io non lo lascio solo, ci conosciamo da una vita». Sono stati assieme operai della Italcementi. Dopo quella difficile vertenza, pensavano di avere ottenuto un posto di lavoro sicuro con la Fermet. Invece, un’altra vertenza e l’incognita del futuro.

Alle 14, le autorità prendono contatti con la Prefettura, circa la richiesta di Alberti, di poter parlare con il premier Matteo Renzi. La prefettura si dice disponibile a segnalare al governo la richiesta. (c.car.)

ALTRO SERVIZIO A PAG. 11

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore