Sicurezza
La don Gnocchi: «Abbiamo investito e creato lavoro»
La Fondazione difende la riorganizzazione degli orari ma si dice pronta a riaprire il confronto con i sindacati
MASSA. «Siamo sinceramente stupiti e sorpresi dalla decisione delle Organizzazioni Sindacali di indire uno sciopero di due ore il prossimo 20 giugno al Centro "S. Maria alla Pineta" di Marina di Massa, soprattutto per il quadro delle motivazioni fornito alle istituzioni e alla cittadinanza». La direzione del polo Toscana della Fondazione Don Gnocchi chiede spazio per spiegare e replicare alle dichiarazioni dei sindacati durante il presidio dei giorni scorsi davanti alla struttura.
La Don Gnocchi, presente a Marina di Massa da oltre 60 anni - si spiega in una nota - «sta adottando un nuovo protocollo riabilitativo, elaborato sulla base di evidenze scientifiche, che rimodula il servizio reso ai pazienti, rendendolo ancor più efficace, grazie al contributo di una pluralità di figure professionali.
Si tratta di un approccio multidisciplinare impostato in modo personalizzato per il paziente e mirato a rispondere ai suoi reali bisogni di salute, già in uso da tempo in altri Centri della Fondazione con ottimi risultati e pienamente conforme ai requisiti di accreditamento della Regione Toscana e alle linee guida nazionali sulla riabilitazione». Nonostante la congiuntura economica sfavorevole, la Fondazione Don Gnocchi ha realizzato negli ultimi anni «ingenti investimenti nelle proprie strutture, adeguando i reparti di degenza agli standard ospedalieri, alzando così il livello di qualità dell'assistenza sanitaria offerta ai propri assistiti e realizzando palestre al piano che consentono una minore movimentazione dei pazienti stessi, migliorando il lavoro degli operatori, modificandone l'organizzazione con la riduzione di sprechi e inefficienze».
Secondo la Fondazione poi non va dimenticato il fatto che «oltre agli investimenti nelle strutture, è stata promossa - in virtù degli accordi con la Regione Toscana e con l'Asl locale - l'occupazione sul territorio, creando 35 nuovi posti di lavoro nei ultimi sei mesi tra i Centri di Marina di Massa e di Fivizzano: e questo in un Paese dove la disoccupazione continua a crescere».
Le potenzialità determinate da investimenti e assunzioni non sarebbero tuttavia sufficienti a garantire l'equilibrio e la sostenibilità della struttura, «senza un necessario aggiornamento del vecchio sistema di organizzazione dell'orario di lavoro (anche del personale di riabilitazione), ormai superato e inefficiente».
Dopo vari confronti con le organizzazioni sindacali per la ricerca di soluzioni condivise, la Fondazione ha scelto e formalizzato la proposta «di minor impatto per il personale, che prevede il posticipo dell'ingresso di mezz'ora per 20 fisioterapisti e di un quarto d'ora per altri 10. Questi i termini della contesa - si sostiene nel documento della Fondazione Don Gnocchi - Siamo convinti che anche le organizzazioni sindacali vogliano gestire responsabilmente il cambiamento per il comune obiettivo dello sviluppo del Centro di Marina di Massa che, con i suoi duecento operatori, è una tra le più importanti attività produttive del territorio, l'unica - tra l'altro - che continua ad applicare il contratto collettivo nazionale della Sanità per il proprio personale. Per questo, confermiamo la disponibilità al dialogo costruttivo, in uno spirito di reciproca collaborazione e nelle sedi opportune, nell'interesse degli operatori, della Fondazione e dei cittadini».
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