Il Tirreno

Conti: scarsa adesione di assessori e Pd alla carta di Pisa

 Conti: scarsa adesione di assessori e Pd alla carta di Pisa

«La sottoscrizione del codice etico non è forma ma sostanza Il mio partito? Per ora mancano risposte precise»

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CARRARA. «In un momento in cui la politica sta dando spettacoli indecorosi l’adesione al codice etico della Carta di Pisa non è una formalità ma sostanza»: parola di Patrizia Conti, esponente dell’area “riformista” del Pd e membro della segreteria regionale del partito. Il tema è quello sollevato nei giorni scorsi dal consigliere del Movimento 5 Stelle Federico Bonni che, dopo una lunga serie di appelli rimasti inascoltati ha segnalato come, da quando è stato approvato lo scorso febbraio con un voto bipartisan, il codice etico della Carta di Pisa – un testo che impegna gli amministratori a specifiche regole di condotta finalizzate a rafforzare la trasparenza e la legalità all’interno delle istituzioni - abbia registrato l’adesione di 8 consiglieri su 24: si tratta, per l’opposizione, di Claudia Bienaimè di Carrara Bene Comune, Federico Bonni, Francesco De pasquale e Matteo Martinelli del M5S e Maria Elena Musetti di Forza Italia mentre per la maggioranza hanno sottoscritto pubblicamente il testo Giuseppe Scattina di Rifondazione Comunista e Roberta Crudeli e Simonetta Corsi del Pd. A balzare agli occhi è lo scarso consenso incassato dal codice tra le fila dei democratici carraresi: nonostante il documento sia stato “partorito” proprio all’interno del Pd, nessun assessore ha ancora provveduto a sottoscriverlo, mentre dei 7 consiglieri del gruppo, solo Curdeli e Corsi hanno provveduto a farlo. A questa brevissima lista, si è aggiunto nei giorni scorsi il presidente del consiglio comunale Luca Ragoni.

E proprio per tentare di far decollare le adesioni, arriva anche l'invito personale di Patrizia Conti: «Sono convinta che debbano aderire tutti, consiglieri e assessori» ha dichiarato l’esponente della segreteria regionale dei democratici, rivolgendosi in primis ai suoi compagni di partito che, finora, a suo parere «non hanno dato risposte precise né indicato ostacoli precisi» per spiegare la mancata adesione e dunque, lascia intendere la Conti, non avrebbero “giustificazioni” valide per non sottoscrivere il documento. « La cosa che più mi addolora è quando le persone mi dicono “siete tutti uguali “. Non lo siamo affatto. In un momento in cui la politica sta dando spettacoli indecorosi, l’adesione al Codice Etico non è una formalità ma sostanza» aggiunge Patrizia Conti. Secondo l’esponente della segreteria regionale del Pd, « il fatto che Renzi abbia vinto inneggiando allo svecchiamento del partito e al rinnovamento significa che dobbiamo fare politica in modo diverso». Un esempio? Tornando proprio alla Carta di Pisa, la Conti ricorda: «Come “Open Carrara” già il 4 maggio eravamo intervenuti sulla nomina del nuovo presidente di Apuafarma, dicendo che diversamente da altri non avremmo proposto un nostro candidato ma chiedendo di seguire la Carta di Pisa, che prevede in questi casi un iter di selezione molto chiaro». Insomma, dall’associazione che riunisce i “riformisti” carraresi del Pd, Patrizia Conti e compagni, rivendicano il sostegno alla Carta di Pisa, forse anche per non lasciare che a portare avanti la battaglia per la trasparenza e la legalità nelle pubbliche amministrazioni siano solo i grillini. Citando il recente successo del Movimento 5 Stelle alle amministrative della città labronica, Patrizia Conti, sibillina, conclude «Abbiamo visto cosa è successo a Livorno non vorrei che a Carrara accadesse lo stesso». (C.CH.)

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