Finanza
Compravendita case cambia la tendenza
Le agenzie: scende l’interesse per ville, poderi e cascinali adesso i clienti preferiscono gli appartamenti nei borghi
VILLAFRANCA. Gli influssi della crisi economica si rispecchiano in ogni comparto economico.
Il 2014, a detta degli esperti, doveva fare tirare il fiato, dando i primi segnali di ripresa. Se analizziamo la situazione in cui versa il mercato immobiliare, ci accorgiamo però che le cose non stanno proprio così.
Ancora molta l’incertezza e pochi gli investimenti sul “mattone”, settore in cui, fino a dieci anni fa, si investi certi del mantenimento del valore dell’immobile.
La recessione ha però cambiato le carte in tavola. Chi ha liquidità a disposizione preferisce aspettare tempi migliori per investire, di converso chi vorrebbe invece acquistare fatica ad accedere ai mutui.
Sostanzialmente ci si trova di fronte ad una situazione cristallizzata, come affermano gli operatori del settore.
«Per quanto riguarda la vendita – afferma Francesco Pratici dell’agenzia immobiliare i Castelli – siamo bloccati sui grandi immobili, ovvero ville e cascinali, e sulle tenute poderali. Qualcosa si muove sugli appartamenti all’interno dei borghi. Ci troviamo ad operare in una situazione di stabilità tendente al ribasso. Chi investe in Lunigiana sono prevalentemente residenti del Nord Italia e pochi stranieri. Quando si deve vendere ci si deve accontentare, non essendoci più grandi disponibilità si va incontro a ribassi anche sostanziali. Si potrebbe specificare che più che vendere si svende. Aumentano, almeno dal mio punto di vista, gli affitti. La difficoltà ad accendere mutui porta a scegliere questa soluzione. Rimane il fatto che non si investe più come in passato e chi lo fa, magari per diventare affittuario, ha sempre paura di imbattersi in inquilini che per un motivo o per l’altro poi non riescono a sostenere il peso del canone».
La frenata agli investimenti in quella che una volta era considerata una botte di ferro lo si deve anche ad un altro fattore: le tasse sulla casa.
«Siamo fermi – racconta Matteo Leoncini dell’omonima agenzia immobiliare – le persone controllano, fanno richieste, ma poi si imbattono nella mancanza di finanziamenti da parte degli istituti bancari. Un immobile che fino a poco tempo fa si vedeva nel giro di un paio di mesi, ora bisogna attendere fino ad un anno affinchè la trattativa vada in porto. Si vende al ribasso, dagli appartamenti sino ai rustici con terreni. Abbiamo toccato i prezzi più bassi mai raggiunti dal mercato. Tengono ancora mercato le seconde case che vengono acquistate da famiglie non residenti in Lunigiana, queste stesse sono vendute da persone che decidono di andarsene dal territorio visto che non si riesce a trovare lavoro. Questo sarebbe il momento migliore per acquistare, ma chi ha le risorse economiche preferisce tenerle al sicuro. In aumento gli affitti, diretta conseguenza delle cause sopraelencate. Il mercato italiano ed estero è equamente suddiviso, la Lunigiana fortunatamente ha ancora un forte appeal sui turisti».
Ripresa lunga e tortuosa, quella che traspare dalle parole degli agenti immobiliari, regna ancora l’incertezza.
«Viviamo illuminati da flash improvvisi – dice Pier Ercole Lorgna di Lunigiana Immobiliare – ma non sono sufficienti a descrivere un trend positivo del mercato. Un immobile ha perso interesse rispetto a dieci anni fa, troppe le tasse sulla casa e questo genera una desertificazione dell’investimento. Esistono sempre meno certezze per chi opera in questo settore».
L’asticella della riprese viene ora fissata al 2017, la speranza è che in questi tre anni qualcosa possa cambiare dal punto di vista economico generale.
Solo un’eventuale ripresa dei consumi ed una nuova fiducia nei mercati potrà sciogliere questa empasse che da troppo blocca l’intero sistema economico italiano.
Cristiano Borghini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
