Il dolore
Auto anche sulle aiuole, è sosta selvaggia in centro
Macchine posteggiate spesso in barba ai divieti e anche in terza fila Il comandante dei vigili: noi ci siamo e spesso gli automobilisti ci attaccano
MASSA. La premessa è indispensabile: ai massesi la macchina - nonostante la benzina pesi parecchio sul bilancio familiare - piace davvero tanto. Amano portarsela fin sotto casa, davanti al negozio in cui devono fare due compere, a un metro dalla scuola dei ragazzi. E l’obbiettivo non è soltanto trovare “un buchetto” a due passi dalla meta, ma anche conquistarsi un posteggio tra due strisce bianche, senza mettere mano al portafoglio. E il risultato - ecco la conseguenza della premessa appena fatta - è una città in cui regna, per usare un’espressione in voga, la sosta selvaggia. Altroché seconda fila, in via La Salle e via Fermi se ne contano pure tre o quattro. Nella vicina via Pascoli (il tratto che porta a via Croce) è la giungla, con tanto di auto “comodamente” posteggiate sullo stop. Con un effetto: chi deve immettersi in carreggiata è costretto ad avanzare fino a metà corsia per evitare una bella botta. In viale della Stazione, dopo aver detto addio alla pista ciclabile, tocca dire addio anche alle aiuole: i massesi le utilizzano sempre più spesso come stalli gratuiti. In via Tecchie, la strada che collega il ponte Trieste a quello sull’Aurelia, le macchine sono su tutte e due i lati con un bel restringimento di carreggiata. E da quelle parti, nonostante il divieto, si “concede” la sosta anche qualche camion.
E in centro non va meglio. L’amministrazione in via Petrarca, sotto il palazzo comunale, ha ricavato 9 parcheggi a pagamento. Gli automobilisti, più abili, se ne sono “inventati” altri cinque o sei di posti auto. Come? Semplice: basta posteggiare anche dove gli stalli non ci sono. Con una sola avvertenza: quattro frecce. Macchine in coda, sinfonie di clacson e la rabbia di chi ha lasciato la vettura dove è consentito e si ritrova imprigionato: impossibile ingranare la retromarcia senza fare i conti con una bella ammaccatura.
E quando uffici e negozi chiudono, la situazione non migliora: qualcuno venerdì sera si è preso la briga di fotografare - e postare su Facebook - le immagini delle decine di vetture parcheggiate in via Cairoli e via Guidoni (lì la sosta è vietata). Chi ce le ha lasciate si è goduto la serata in tranquillità: il turno serale per i vigili urbani (dovrebbe partire da questo fine settimana) non è ancora iniziato. Difficile, quindi, finire nella rete dei controlli e beccarsi una multa. Certo, non un lavoro facile per i vigili urbani. Impossibile presidiare ogni strada e sempre più dura “misurarsi” con gli automobilisti: si sono fatti furbi, si appellano ad ogni scusa, accusano la polizia municipale di scarsa tolleranza, spesso tengono d’occhio l’auto e la strada e, quando avvistano penna e blocchetto, si danno alla corsa: «Appena passiamo - spiega il comandante Santo Tavella - se ne vanno, salgono sulla vettura, la spostano, fanno presente di aver acceso le quattro frecce». Per chiarire il concetto fa un esempio: «Su viale Stazione il posteggio sulle aiuole è diventato la regola, gli agenti controllano regolarmente la zona e si trovano ad affrontare situazione complesse. Il rischio spesso è quello di dover denunciare l’automobilista per oltraggio o minacce. Se concedi qualche minuto di tempo - sintetizza - se ne vanno, se sanzioni scattano le lamentele». Certo il cittadino onesto che gira ore per trovare un posto “a regola”, non ci vede dalla rabbia: costretto alla gincana tra auto parcheggiate nei posti più impensabili.
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