Il Tirreno

Fermet, operaio minaccia di gettarsi da un silo di 25 metri: "Non scendo se non parlo con Renzi"

Fermet, operaio minaccia di gettarsi da un silo di 25 metri: "Non scendo se non parlo con Renzi"

Disperato e alla fame perché i soldi della cassa integrazione in deroga non sono ancora arrivati

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA CARRARA. I soldi della cassa integrazione in deroga non arrivano e lui, disperato, è salito per protesta sul silo alto circa 25 metri, dell’ex cementificio Italcementi, ora area Fermet. Adamo Alberti, 57 anni, operaio di Fermet Servizi, minaccia di gettarsi di sotto. Chiede di parlare con il premier Renzi. L’operaio alcune settimane fa, insieme ad altri tre colleghi, aveva attuato uno sciopero della fame in azienda che terminò con una trattativa che vide l’operaio e i colleghi firmare per la cassa integrazione in deroga, in scadenza a giugno e  prorogata fino ad agosto. Ma ad oggi i soldi non sono  arrivati e lui ha deciso  un’altra clamorosa protesta: è salito sul silo la mattina, e dopo ore era acnora lassù: inutili i tentativi dei colleghi e delle forze dell'ordine, per farlo scendere. "Non ho più soldi, devo pensare alla mia famiglia - ha detto - Qualcuno risolva questa situazione. Voglio parlare con Renzi".

"Presidente Renzi, sei toscano come me, aiutami a capire cosa devo fare, cosa devo aspettare. Organizza un tavolo romano per discutere della questione dell'ex Fermet group. Io non scendo da qui finché non mi dici che lo farai". Così, via telefono, l'operaio salito su un silo alto 30 metri dello stabilimento Fermet, da cui minaccia di buttarsi, ha illustrato una condizione per la quale potrebbe decidere di scendere: parlare con il premier Matteo Renzi e ricevere direttamente un aiuto da lui, l'unico che può intervenire in maniera decisiva. L'operaio da tre mesi non riceve la cassa integrazione in deroga ed è disperato per la gravissima situazione patrimoniale personale che si è venuta a creare senza nessuna forma di sostentamento.

L'operaio è stato contattato dal titolare dell'azienda, la Sgi (ex Fermet), Alberto Ricciardi: "Ho cercato di parlarci, siamo stati a lungo al telefono ma non sono riuscito a convincerlo a scendere. Purtroppo non posso fare nessuna promessa, se dipendesse da me li assumerei tutti di nuovo. Ma al momento ho le mani legate". L'azienda attualmente è in concordato fallimentare. Da essa dipendono Fermet Servizi e Fermet Logistica, due rami d'azienda i cui operai sono stati tutti messi in cassa integrazione. L'operaio salito sul silo è un addetto della Fermet Servizi che già qualche mese fa, allo scadere della cassa ordinaria, aveva intrapreso lo sciopero della fame con i suoi quattro colleghi sapendo che la successiva cassa in deroga non sarebbe stata pagata in tempo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web