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Muore bruciata nel rogo delle sterpaglie

Muore bruciata nel rogo delle sterpaglie

Vittima una donna di 86 anni: forse scivolata o colta da malore in un terreno vicino alla sua casa a Mulazzo

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MULAZZO. Tragedia ieri in tarda mattinata in un terreno boscoso a Pozzo di Mulazzo, in località Nebbiola. Una donna di 86 anni, Elda Raineri, è morta bruciata nel rogo di sterpaglie a poche centinaia di metri dalla sua abitazione. Tutto si è consumato in pochi minuti e quanto accaduto è al vaglio dei carabinieri per una ricostruzione dettagliata. I carabinieri stanno ascoltando le persone del vicinato che sono accorse per prestare soccorso alla donna, fra cui anche il marito, ma che si sarebbero trovate in difficoltà ad avvicinarsi per via delle fiamme. L’ambulanza del 118, subito allertata, è arrivata sul posto in poco tempo ma per la donna non c’era più nulla da fare. Il suo corpo è stato recuperato e trasportato all’obitorio dell’ospedale di Pontremoli a disposizione dell’autorità giudiziaria, Forse domani verrà disposto l’esame della salma per capire le cause della morte: un malore o l’azione del fuoco che ha ustionato parte del corpo.

Per ora i carabinieri ipotizzano che la donna possa essere scivolata o sia stata colta da malore finendo fra le fiamme che stavano divorando le sterpaglie in un terreno scosceso. La donna forse stava cercando di arginare il fuoco, o forse lo stava solo guardando; sarebbe caduta in un terrazzamento, in una zona attorno alla casa, dove ci sono anche degli ulivi. Sempre secondo una prima ricostruzione, verso le 12,20 i vigili del fuoco erano stati chiamati per un incendio di vegetazione in località Nebbiola, quando sono arrivati era quasi spento. Sul posto c’era già l’ambulanza del 118, il cui personale ha poi constatato il decesso della donna.

Sui roghi di sterpaglie, spesso appiccati per ripulire i terreni, e la tragedia di Mulazzo, interviene l’assessore regionale Gianni Salvadori, con un invito alla prudenza, dopo aver appreso del secondo incidente mortale avvenuto in Toscana nel giro di una settimana. Prima in provincia di Arezzo, ieri a Mulazzo.

Un invito generale alla prudenza «per evitare che un piccolo incendio si trasformi in una tragedia». La pratica di bruciare sterpaglie, dice l’assessore (ma nel caso di Mulazzo la vicenda è in corso di accertamento) non dovrebbe avvenire quando il vento è intenso; «inoltre accertarsi che il fuoco si sia estinto completamente, quindi va controllato e non lasciato a sé stesso; anche bruciare piccoli cumuli di materiali e farlo nelle prime del mattino riduce ancor di più il rischio. Il primo luglio, scatta il periodo a rischio che di solito, salvo proroghe, si conclude il 31 agosto: ci sono norme molto precise da rispettare e sanzioni molto dure per la loro inosservanza. Senza infine trascurare che arriviamo al termine di una stagione abbastanza piovosa: la vegetazione è molto rigogliosa e questo può ulteriormente accrescere il rischio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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