Il Tirreno

Lavarone, asportate già 170 tonnellate

Lavarone, asportate già 170 tonnellate

Amia e operatori balneari continuano a pulire la spiaggia dalle 5 alle 8. Ma la battaglia non è ancora finita

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CARRARA. Il mare continua a essere nero come il petrolio nel tratto di litorale che comprende diversi bagni vicino al porto. Un pezzo di litorale con la Bandiera blu, che da domenica scorsa sta subendo l’invasione del “lavarone” che non dà tregua agli operatori balneari e all’Amia. Ieri l’azienda ha smaltito in sole 3 ore, fra le 5 e le 8 del mattino, trenta tonnellate di detriti, soprattutto legni e plastica che formano una poltiglia. Queste tonnellate si aggiungono alle altre già portate via e smaltite al Cermec: «Siamo complessivamente a circa 150, 170 tonnellate asportate dalla spiaggia - ha detto il presidente di Amia – ma sembra che la marea nera non abbia fine. Noi con i nostri mezzi ed i bagni con i loro, stiamo incessantemente pulendo, ma come leviamo roba, il mare ne riporta altra». Ieri mattina molti si interrogavano, in riva al mare, sulle previsioni meteo che indicavano l’arrivo della pioggia. La domanda era: se ci sarà una mareggiata, allontanerà tutto quello sporco? O ne porterà di più?

Domani, sempre dalle 5 alle 8 (prima che arrivino i bagnanti), l’Amia sarà di nuovo in spiaggia. La sinergia con i balneari, funziona: scarrabili e ruspe lavorano a tutto spiano negli orari consentiti. Ogni scarrabile può contenere circa 9-10 tonnellate di materiali, destinati al Cermec. «Con i detriti che arrivano sulla battigia – commenta Spediacci – la spiaggi in alcuni punti si è allungata di una decina di metri, ma è tutta nera. Le ruspe non possono spingersi troppo verso il mare, altrimenti affondano nella sabbia molle». E ben pochi fra turisti e gente locale, si sono arrischiati a fare il bagno nel tratto meno invitante. Anche se in alcuni punti la situazione sembra migliorata tanto che a metà settimana la gente ha cominciato a “provare” come si stava in acqua. La Capitaneria di porto, interviene in mare solo in caso di inquinamento da idrocarburi. Non in questi casi, quindi, di presenza di lavarone.

Marco Pardi presidente di una delle due associazioni dei balneari di Marina, dice che «la situazione è la stessa dei giorni scorsi, poco migliorata». La lotta contro la marea nera, è diventata la vera sfida dei gestori dei bagni in questo inizio di stagione turistica. Incolpevoli di cosa porta il mare, garantiscono comunque i migliori servizi sulla terraferma. Tanto che quest’anno alcuni stabilimenti, si stanno organizzando anche in gruppi, per iniziative in spiaggia che richiamino gente. La movida spostandosi, anche se parzialmente, dalla collocazione tradizionale che ha avuto finora nel centro di Marina ovest (dove ci sono stati problemi di decibel e proteste degli abitanti), troverebbe sul lungomare una collocazione con meno limiti acustici. E con questi servizi i balneari sfidano anche il lavarone.

Cinzia Carpita

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