Il dolore
Arpat: in quella cava una discarica abusiva
L’Agenzia ambientale esclude però che l’incendio abbia interessato l’eternit e gli altri rifiuti
MONTIGNOSO. Dopo l'incendio avvenuto in via Piedimonte, all'interno di una ex cava non più attiva da decenni, e dopo che alcune forze politiche e associazioni ambientaliste avevano manifestato la loro preoccupazione per la presenza di rifiuti, andati a fuoco, interviene l'Arpat, con un comunicato ufficiale che chiarisce il suo intervento nella zona.
«La situazione dell'area in realtà è nota da tempo – scrive l’agenzia regionale di protezione ambiente – ; il sito già in passato era stato sequestrato dal Corpo Forestale dello Stato e dall'Arpat stessa; la pregressa attività di frantumazione inerti è sospesa da tempo, ma sono rimasti vecchi macchinari usati e cumuli di materiali edili lavorati. Nel 2013 il comune di Montignoso aveva già emanato un'ordinanza (la n.95) con obbligo di rimozione di rifiuti e chiusura dell'accesso, ma solo di recente sono stati collocati blocchi di cemento a chiudere l'accesso all'area, così che nel tempo è continuato lo scarico abusivo di rifiuti nell'area».
A seguito di una segnalazione di fine marzo presentata da parte di alcuni cittadini- continua Arpat- assieme al Corpo Forestale dello Stato e con i tecnici del comune, «abbiamo effettuato un sopralluogo, durante il quale sono stati campionati rifiuti di due cumuli e prelevati 2 campioni dall'acqua di un fosso che scorre in adiacenza (monte-valle rispetto al cumulo di residui di produzione refrattari). Le analisi sono ancora in corso. Per quanto riguarda l'incendio del 10 giugno, come hanno potuto verificare i nostri tecnici recatisi sul luogo nello stessa giornata, possiamo affermare che ha interessato solo una parte del sito, lato Massa, con l'adiacente boscaglia, mentre sembra non avere interessato i cumuli di tubi, gomme e eternit che si trovavano sul lato opposto»,
Insomma, attendendo le analisi sulle acque per fortuna l’incendio non ha colpito i cumuli di eternit. L’area comunque bonificata e il Comune probabilmente tornerà alla carica dei proprietari. (mda)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google