Sicurezza
A Montepepe le valvole si curano senza aprire il torace
MASSA. Aggiustare le valvole malate del cuore senza aprire il torace, inserendo invece un catetere attraverso l'arteria femorale all'inguine. In questa nuova branca della cardiologia nata 12 anni fa,...
MASSA. Aggiustare le valvole malate del cuore senza aprire il torace, inserendo invece un catetere attraverso l'arteria femorale all'inguine. In questa nuova branca della cardiologia nata 12 anni fa, sempre più importante si sta dimostrando l'esperienza degli specialisti alla Fondazione "Monasterio". Tecniche, migliorate nel tempo, che sono state in grado di salvare fin'ora la vita ad oltre centomila persone in tutto il mondo.E proprio il responsabile dell'Unità Operativa Cardiologia Invasiva, Sergio Berti, ne ha parlato ad un incontro stampa promosso a Milano da Edwards Lifesciences. Il restringimento della valvola aortica o l'insufficienza della mitrale - ha aggiunto- possono creare gravi problemi di qualità di vita e di sopravvivenza ad oltre mezzo milione d'italiani. Oggi, la Tavi (impianto della valvola aortica per via transcatetere) è una delle linee guida ed è la terapia di scelta nelle persone inoperabili.
«In Italia, secondo i dati della Società Italiana di Cardiologia Invasiva (di cui Berti è fra l'altro presidente) è stato effettuato un numero di interventi inferiore a quelli che si renderebbero necessari. La ragione principale è che la tecnica, nel nostro Paese, non gode di un pieno riconoscimento da parte del Servizio Sanitario. Il suo rimborso è regolato dalle decisioni assunte dalle singole Regioni, con situazioni a macchia di leopardo, che sono causa di notevole mobilità interregionale, pazienti che per sottoporsi a questo intervento migrano da una Regione all'altra».
Gian Ugo Berti
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