Il Tirreno

«Il mondo del marmo non è più bello come una volta»

di Alessandra Vivoli
«Il mondo del marmo non è più bello come una volta»

Alberto Moisè festeggia i 50 anni del suo laboratorio "I blocchi interi vanno all'estero, al piano non si lavora"

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CARRARA. Sono 50 anni che Alberto Moisè (78 anni - ma non li dimostra - il prossimo 17 giugno) il marmo e il granito li maneggia tutti i giorni, da vicino. Rimette insieme i blocchi "quando le lastre sono "spolpate" e li cura, proprio come un dottore: "Io il mio non lo chiamo laboratorio, per me è una clinica del marmo".

La sua azienda "L.M.Graniti" è nata in via dei Cedri a Massa, in barba al campanilismo, visto che lui è di origini carraresi, taglia il traguardo del mezzo secolo. Alberto Moisè nel mondo del marmo c'è da 64, ma non è ancora tempo di bilanci. Solo una cosa si sente di dirla, a gran voce: "Il mondo del marmo non è più bello come quando ho iniziato - spiega - una volta sì che erano soddisfazioni. Ora con le macchine basta spingere un bottone e certe cose può farle chiunque. Non è più come prima". Ma i problemi, sottolinea Moisè sono anche altri.

"La nostra zona potrebbe essere la più ricca d'Italia - tuona - e invece ci sono sei o sette persone che straboccano di soldi, e altre, troppe, che muoiono di fame". Parlando del suo settore aggiunge: "I laboratori al piano sono in sofferenza perché non hanno la materia prima - dice - La verità è che tutto il marmo buono, in blocchi, va all'estero. Gli ordini spesso ci sono, ma non si possono portare a termine perchè qui, a Massa Carrara abbiamo le cave, ma non il marmo da lavorare". Insomma un'analisi netta e precisa che la dice lunga su tutti i tentativi sulla carta di far decollare la filiera del lapideo. "Se non abbiamo il materiale è perché qui ne rimane ben poco, viene mandato via prima di toccare il piano".

Alberto Moisè parla chiaro, forte dei suoi cinquant'anni di esperienza e di una azienda che- come lui stesso afferma con orgoglio: "Nei momenti migliori ha avuto fino a 44 dipendenti, venti li ho portati alla pensione - spiega - Ora, con la nuova tecnologia, siamo scesi a 15 operai, luna decina fra poco andranno anche loro in pensione. Poi, quando avrò sistemato i miei "ragazzi" potrò pensare anch'io di smettere di lavorare".

Ma al momento sembra proprio che Moisè non ne abbia alcuna voglia di chiudere i battenti della sua "clinica del marmo". "Io ho le macchine, ma mi piace adattarle, renderle capaci di ogni genere di lavorazione - dice con orgoglio - Non è un caos che tutti i marmisti di Massa, Carrara e Pietrasanta siano miei clienti".

Per diversificare il lavoro Moisè si occupa anche di turismo: da una ventina d'anni è proprietario del lago del Sole, che viene affittato ogni week end.

Quando gli si chiede, in maniera diretta, quale sia stata la più grande soddisfazione, di tutti questi anni, Alberto Moisè non ci mette un attimo a rispondere: "Avere incontrato una moglie straordinaria come la mia Violetta, il 25 giugno festeggiamo i 53 anni di matrimonio, che mi ha dato quattro figlie splendide, nessuna ha seguito le mie orme, sono tutte nel campo della medicina e sono contentissimo di questo".

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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