Sicurezza
«Schiamazzi e musica, qui non si dorme più»
CARRARA. «Noi la notte non dormiamo più. Siamo anziani, mio marito non si muove più da letto, e ogni sera ci tocca sopportare musica, schiamazzi e chiacchiere anche fino alle ore piccole». L’appello,...
CARRARA. «Noi la notte non dormiamo più. Siamo anziani, mio marito non si muove più da letto, e ogni sera ci tocca sopportare musica, schiamazzi e chiacchiere anche fino alle ore piccole».
L’appello, pieno di angoscia arriva da una coppia di pensionati (82 anni lei, 86 lui) che vive in via San Piero, proprio sopra un circolo ricreativo su cui si affaccia la camera da letto degli anziani.
«Viviamo qui da 32 anni ma i problemi sono cominciati solo negli ultimi anni - spiega la signora - Mio marito ha problemi di salute e io, che non sono certo giovane, mi devo occupare di lui. Chiediamo solo un po’ di tranquillità, la notte, ma a quanto apre non è più possibile».
«Sabato non siamo riusciti a chiudere occhio - spiega - per noi significa poi stare male tutto il giorno dopo, e adesso con il gran caldo tutto diventa più complicato - continua il racconto - Ma il culmine è stata raggiunto l’altra sera. Ci saranno state una quarantina di persone ferme qui sotto a chiacchierare. Alcune sedute proprio sulla soglia del nostro portone d’ingresso. In più continuavano a passare sotto la nostra finestra alcuni bambini con lo skateboard, insomma non si riusciva non solo a dormire, ma nemmeno a parlare fra me e mio marito».
«Ad un certo momento è passata a trovarci nostra figlia e, accortasi della situazione si è affacciata per chiedere di fare un po’ più piano - spiega l’anziana - Ebbene l’hanno pure offesa e hanno continuato a fare come prima».
La situazione è precipitata quando il marito della signora si è sentito male. «Era molto agitato, ho chiamato la polizia e anche il 118 - continua a raccontare - Mio marito per fortuna si è ripreso ma, sotto le nostre finestre è proseguito il chiasso. Gli schiamazzi sono andati avanti fino alle 2 e mezzo. Noi non sappiamo più cosa fare ma una cosa è certa, non ce la facciamo più».
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