Sicurezza
L’imam: «Alleluja non offende i musulmani»
«Solidarietà alla famiglia del bambino ripreso ingiustamente, nessuna lamentela da parte nostra
CARRARA. «Alleluja all’asilo»: sulla questione intervengono Ivonne Tonarelli, della fondazione Migrantes diocesana e Youssef Sbai, imam e vice presidente nazionale dell' Ucoi.
«Intanto vogliamo esprimere la solidarietà alla famiglia e al bambino per la spiacevole situazione e rassicurare che quanto avvenuto - scrivono - L'uso dell'alleluja, non costituisce in nessun modo un offesa a nessuna religione e tanto meno a quella musulmana ma semmai il frutto di eccessivo zelo, superficialità e ignoranza da parte dell'insegnante».
«Situazione di questo tipo - aggiunge Ivonne Tonarelli - sottolineano quanto sia importante sviluppare una adeguata formazione sui principi fondamentali dell'educazione interculturale e del dialogo interreligioso, un dialogo in cui sono impegnati da anni i due esponenti della religione cattolica e musulmana intervenuti sul caso». «Non comprendo- continua Youssef Sbai - perché si sia attribuito quanto avvenuto al rispetto dei musulmani e non si sia invece attribuito ad altre fedi, non si parla di lamentele da parte di genitori musulmani e sinceramente la parola alleluia non offende i Musulmani». «Confidiamo - concludono - che venga fatta chiarezza in quanto alla fine queste notizie rischiano di portare discredito a un percorso di dialogo e di confronto sereno su cui siamo quotidianamente impegnati».
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