Il Tirreno

Coltiva e vende droga, arrestata famiglia

Coltiva e vende droga, arrestata famiglia

In manette un commerciante di Lavacchio, la moglie, il figlio e la fidanzata del giovane. In casa marijuana e tre chili di eroina

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MASSA. A giudicare da quello che hanno trovato in casa quella della vendita di prodotti artigianali in legno era soltanto una copertura. L’uomo, un commerciante di 52 anni finito in manette - insieme alla moglie, di 53 anni, al figlio di 32 e alla sua fidanzata di 24 anni - nella villetta che aveva realizzato a Lavacchio aveva nascosto sei panetti di eroina (tre chili e duecento grammi di polvere marrone), diverse piantine di marijuana (con foglie verdi e anche essiccate). E poi un’autentica santabarbara (vedi articolo in basso). La scoperta dei carabinieri del nucleo investigativo è stata clamorosa: una fabbrica della droga sulle alture di Massa. In cinquantaduenne, in passato tossicodipendente, aveva pensato a tutto, anche alle serre, realizzate con le sue mani, per far crescere le piante e all’essiccatoio per confezionare le foglie da immettere sul mercato cittadino.

E pensare che i carabinieri a Lavacchio ci sono andati per un altro motivo (la prevenzione dei furti). Invece notata una insolita coda davanti al cancello della palazzina hanno deciso di tenere d’occhio quell’andirivieni. Intuizione azzeccata, la casa era un centro di spaccio di droghe pesanti e leggere. Il blitz è scattato perché la pattuglia ha voluto controllare cosa ci facesse un’auto non massese sulle alture della città. La vettura era intestata a un sessantenne piemontese. A bordo due persone. La coppia viste le divise è scesa e di corsa si è fiondata nel bosco per far perdere le tracce. Uno è stato bloccato, si tratta di un giovane albanese identificato e poi rilasciato, l’altro è scappato. Il trambusto però ha attirato l’attenzione della moglie del commerciante: la donna ha aperto la porta. Uno dei carabinieri ha notato che in mano aveva uno strano pacchetto, si è avvicinato e ha visto che era un panetto di una sostanza che sembrava eroina (poi è stato appurato che aveva ragione). Da lì è scattata la perquisizione nell’abitazione. E sono saltati fuori altri cinque panetti e l’armeria clandestina. Ai polsi della cinquantenne sono scattate le manette. Così come sono stati arrestati il figlio e la sua fidanzata, che dormivano in una sorta di tavernetta adibita a mini appartamento (la marijuana era lì). Non c’era il capofamiglia, al momento in giro per affari. Lui è stato fermato qualche ora più tardi, mentre cercava probabilmente di lasciare Massa (l’Arma sta indagando per capire se qualcuno lo ha messo in guardia dopo l’arresto dei suoi cari).

Nessuno dei quattro arrestati, gli uomini rinchiusi nel carcere di Massa e le donne a Firenze, finora ha collaborato con gli inquirenti. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Roberta Moramarco e condotta dal nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri, però prosegue. Anche perché ci sono diversi aspetti da appurare. Mentre la marijuana è evidente che la coltivavano il commerciante e i suoi parenti, non si riesce a capire da dove arrivi l’eroina. Eppoi perché la donna ha aperto la porta con in mano un panetto di polvere marrone? Chi è l’albanese che arrivava a Lavacchio dal nord Italia? È incensurato, ma il sospetto che possa essere un corriere della droga è fortissimo. E accertamenti sono in corso sul sessantenne che gli ha prestato la macchina: l’anziano ha detto che lo aveva fatto altre volte, senza mai chiedergli nulla sull’uso che ne voleva fare. Incongruenze, le chiamano alla Plava.

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