La manifestazione
Anfore: disputa fra Accademia e Marina
Caffaz: i vasi che sono dell’istituto li riportiamo nella sede a Carrara per ripristinare la situazione di prima della guerra
CARRARA. Sembra destinata a diventare una disputa senza vinti né vincitori. Ma ormai quei “vasi contesi” sono diventati un caso. Opere marmoree, che per decenni hanno troneggiato a Marina, nei giardini presso l’ex circoscrizione e l’hotel Mediterraneo ora raso al suolo. Ma l’Accademia di belle arti vorrebbe collocarli nel giardino dell’istituto in città (da dove è stata tolta la polemizzata ruota di gomma). Da Marina si sono alzate voci contrarie e anche dal consigliere comunale del Pd, Poletti. Quei vasi, è stato detto, sono a Marina da tanto tempo, e perciò restino lì, mentre davanti all’Accademia può essere collocata una qualsiasi altra scultura. Ma intanto c’è anche da dire che i vasi dell’Accademia, come conferma Caffaz, sono tre, uno grande e due più piccoli, mentre altri che si trovano nella stessa zona di Marina, a quanto pare non sarebbero dell’Accademia.
Ma comunque vada a finire, le ragioni dei “contendenti” hanno in fondo lo stesso fine: l’attaccamento alla storia locale e all’arte che la accompagna.
I vasi (o “crateri”, o “vasche” come vengono chiamati), almeno i tre dell’Accademia, stanno per prendere la via di Carrara.
L’Accademia fa sapere che «i vasi (di proprietà dell'Accademia) sono necessari per l'allestimento della mostra», cioè una mostra che si svolgerà durante Marble Weeks (che parte il 27 prossimo) e che si inserisce nel progetto di riportare l’Accademia ad una situazione dell’anteguerra, con opere al suo interno e al suo esterno: compresi i vasi. L’istituto intende quindi ricollocarli nel proprio giardino, e «Successivamente si discuterà insieme la loro collocazione ribadendo la disponibilità a partecipare a un progetto di recupero dei giardini di Marina di Carrara».
Il presidente Simone Caffaz e la direttrife Lucilla Meloni, spiegano che «l'esposizione sulla storia dell'Accademia rappresenta la realizzazione di un grande sogno vecchio decenni di restituire alla città e al territorio ed esporre lo straordinario patrimonio dell'Accademia che comprende la Gipsoteca, la pinacoteca, i marmi romani, i disegni, i progetti architettonici, i documenti e il ripristino dello stesso storico allestimento di Palazzo del Principe. Un atto di amore verso Carrara, un progetto grandioso a cui l'Accademia sta lavorando da 5 anni, grazie anche al prezioso contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Carrara e che restituirà alla città e al territorio forse il suo più straordinario elemento identitario. In questo contesto, nel giardino prospiciente l'ingresso e sulle scale del Palazzo, le curatrici della mostra Lucilla Meloni e Anna Vittoria Laghi hanno pensato di ripristinare l'antico allestimento dell'area che comprende per l'appunto anche i tanto discussi vasi che oggi si trovano in un guardino di Marina abbandonati a se stessi e degradati. Quei vasi, è bene ricordarlo, sono da sempre di proprietà dell'Accademia ma dopo la seconda guerra mondiale sono stati spostati da via Roma senza ben precisati motivi. A questo proposito, è opportuno evidenziare che, stando all'allestimento della mostra, tali manufatti non prenderanno "il posto della ruota"».
«Deve essere chiaro – proseguono il presidente e la direttrice – che la "Ruota" raffigurante il simbolo della città non è stata tolta, contrariamente a quanto da taluni interpretato, perché non incontrava il gusto estetico di qualche commerciante del centro, ma proprio perchè era in previsione l'allestimento della mostra e alla ruota è stata trovata una collocazione decorosa e volta a valorizzarla. Se Carrara vuole rilanciarsi deve farlo con progetti quali la prossima mostra dell'Accademia che devono rappresentare non solo il passato ma anche il futuro del territorio. Le politiche culturali devono tuttavia essere pensate e realizzate da persone esperte e competenti: se si concede la patente di critico d'arte a qualche pur rispettabile commerciante del centro o si fa decidere la curatela di una mostra storica alle raccolte firme dei cittadini, forse questo territorio sarà destinato al degrado e al declino. Non a caso l'Accademia ha recentemente restituito alla parrocchia di San Pietro ad Avenza l'opera sacra la Madonna del Cardellino che era affissa proprio dai tempi della guerra nella Presidenza del nostro istituto».
In conclusione, l’Accademia ritiene «doveroso che quei vasi vengano ripuliti e restaurati e trovino collocazione nell'allestimento storico dell'Accademia in occasione della mostra. Successivamente ci rendiamo disponibili a discutere con l'amministrazione e i cittadini di Marina un progetto di riqualificazione di quei giardini, anche attraverso l'introduzione di elementi artistici, non escludendo la possibilità di ricollocarvi quei vasi o comunque copie da noi stessi realizzate».
Il documento diffuso dall’Accademia, dopo una riunione del consiglio di amministrazione, non è stato sottoscritto dal rappresentante del Comune, l’assessore Giovanna Bernardini, che spiega il perché della sua decisione: «Nessun conflitto con gli altri componenti. Ho solo ritenuto che si potesse trovare un sistema per inglobare Marina nel progetto dell’Accademia legato alla prossima mostra, magari inserendo nel catalogo della mostra i vasi in questione, lasciandoli però a Marina. Così l’Accademia avrebbe una sua “presenza” un po’ su tutto il territorio».
Un’idea che per ora resta a galleggiare.
Presidente e direttrice dell’Accademia hanno fatto comunque capire di essere pronti al dialogo su questo fronte. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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