Il Tirreno

Scoppia condotta idrica, danni e caos

Scoppia condotta idrica, danni e caos

Un boato in via Santa Maria: fondi allagati, acqua dai muri, cento famiglie a secco. Strada chiusa, Gaia subito al lavoro

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CARRARA. Paura ieri all’alba nel centro storico cittadino: un boato, esplode una condotta dell’acqua in via Santa Maria. E’ il caos. Si allagano fondi, l’acqua che non riesce a trovare sfogo dalla pavimentazione in pietra della strada, sprizza dai muri. Un disastro. Cento famiglie a secco perché Gaia, subito intervenuta, ha interrotto l’erogazione per consentire i lavori di riparazione, non facili, della tubazione, prevedendo di riportare tutto all anormalità entro ieri sera. Per le case rimaste sen’zacqua, è stata fatta intervenire un’autobotte.

Un guasto accidentale, non ci sono responsabilità di terzi, ha fatto poi sapere la società dopo le verifiche. L’acqua che ha trovato sfogo nel sottosuolo, è riuscita a sollevare, con la forza della sua pressione, il pavimento di un negozio, all’interno dello storico Palazzo Repetti. Un brutto risveglio per i residenti del centro storico: qualche minuto prima delle sette, la tubatura in ghisa del diametro di 150 millimetri posta nel tratto iniziale (una quindicina di metri) di via Santa Maria, esplodendo ha creato una catena di disagi. Sul posto i vigili del fuoco che hanno avvisato la polizia municipale. E gli operai di Gaia.

«Si è sentito un botto fortissimo, come una bomba e poi si è vista l’acqua che usciva dappertutto, dalla strada ma anche dai muri dei palazzi», racconta Andrea Ghinoi, titolare del bar tabaccheria di via Verdi, uno dei primi ad arrivare sul posto. «Ma la cosa che ci ha preoccupato di più era il rumore che arrivava da sotto la strada, sembrava ci fosse un fiume in piena e ho pensato di citofonare alla gente per farla uscire di casa» .Secondo le prime valutazioni, l’esplosione della condotta non avrebbe provocato danni strutturali agli edifici, ma per quanto riguarda Palazzo Repetti potrebbero essere necessarie nuove verifiche, per via del vincolo della Soprintendenza.

Ad avere la peggio è stato il fondo commerciale di Lorenzo e Maria Tabaracci, al piano terra di Palazzo Repetti, proprio davanti al punto in cui ha ceduto la condotta: la pressione dell’acqua, che in questo tipo di condotte si aggira intorno alle 3-4 atmosfere, ha sollevato di almeno 30 centimetri il pavimento del locale provocando profonde crepe nel rivestimento. «Solo per risistemare il pavimento ci vorranno almeno 10mila euro», ha detto Maria Tabaracci mentre armata di secchi e stracci tentava di asciugare il locale che fino a poche settimane fa ospitava una gelateria e che avrebbe dovuto essere affidato di qui a breve a un nuovo gestore. Dopo l’esplosione della condotta, l’acqua si è riversata nella gelateria e da lì ha invaso il locale adiacente, con ingresso su via Rossi: qui si stavano “trasferendo” gli attivisti del Movimento 5 Stelle che avevano scelto quello spazio nel cuore del centro storico come nuovo “punto di incontro”. «C’erano almeno 30 centimetri d’acqua, avevamo appena portato il nostro materiale, molte cose sono state danneggiate. Microfoni, cartelloni, tutto da buttare», ha spiegato Daria Raffo, del Movimento, davanti a una catasta di materiale destinato alla spazzatura. Attraversando i due fondi, l’acqua si è riversata da via Santa Maria a via Rossi: anche la storica pizzeria “Tognozzi”, situata al civico 10, ha subito le conseguenze dell’esplosione: «E’ entrata un po’ d’acqua nelbagno ma il vero problema è che probabilmente dovremo rimanere chiusi tutto il giorno» ha commentato ieri mattina Franca Tognozzi, che dopo aver trascorso una vita dietro il bancone non pensava di vedere anche questo.

I disagi, ovviamente, non hanno interessato solo i commercianti ma anche gli abitanti della zona: almeno un centinaio di famiglie, residenti nel tratto di via Santa Maria che va da piazza Mazzini a piazza del Duomo, sono rimaste sprovviste della fornitura idrica mentre per tutta la mattinata molti utenti hanno avuto dubbi sulla potabilità dell’acqua del rubinetto (dove l’acqua sgorgava). Da Gaia spa hanno fatto sapere che le analisi effettuate subito dopo l’incidente non hanno rilevato anomalie: «Chi riceve l’acqua può farne un uso assolutamente normale» ha spiegato l’ingegner Francesco Di Martino, direttore tecnico di Gaia spa, precisando che l’azienda ha fatto arrivare un’autocisterna (verso le 13) per garantire acqua potabile agli utenti a cui è stata interrotta la fornitura.

Diversi cittadini lamentavano un ritardo nell’intervento dei tecnici di Gaia.

La società ha spiegato che è stata una mattinata campale, perché si era reso necessario anche un intervento urgente sul viale XX Settembre. Comunque i lavori in via Santa Marina sono stati complicati dal fatto che sottoterra è stata trovata una sezione di cemento armato spessa circa 30 centimetri. Gaia ha garantito il ritorno alla normalità tra la serata di ieri e questa mattina.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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