La manifestazione
Fiamme in collina, a fuoco una discarica
A rischio anche alcune case e l’area protetta. Tre ore per domare l’incendio e in fumo i rifiuti abbandonati in un’ex cava
MONTIGNOSO. Brucia la collina di Montignoso, a poche centinaia di metri dalla Fortezza, vicino all’area protetta del Lago di Porta e le fiamme avvolgono anche una ex cava dismessa, dentro cui, dagli anni ’90, è cresciuta una discarica abusiva.
Siamo in via Piedimonte, piccola traversa dell’Aurelia; la ex cava, con ancora i resti dell’attività lavorativa, tra cui macchinari e nastri trasportatori, si trova a pochi metri dalla strada; da lì, alle 15 di ieri pomeriggio, si alza fumo nero e odore acre: in pochi minuti brucia di tutto, oltre al bosco e alle sterpaglie, anche plastica, gomma, legname vario, forse eternit e chissà che cos’altro. Inizialmente si pensava ad un incendio doloso, voluto appiccare proprio a quella discarica abusiva nella ex cava, da anni sotto accusa da parte delle associazioni ambientaliste, primi fra tutti il Wwf e tra l’altro anche area sottoposta a fermo della magistratura, per poi passare ad un curatore fallimentare.
Una storia che si perde nella notte dei tempi, a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, quando la cava era di proprietà della società Aldovardi-Del Freo, che poi fallì e lasciò il sito. Dalla cava venivano scavati rocce e massi da utilizzare per lo più nella costruzione di manti stradali; dopo il fallimento della società il sito fu lasciato all’incuria e divenne una discarica abusiva, sia di materiale domestico, tavoli, sedie, frigoriferi, copertoni di auto, sia di altro tipo di rifiuti, come più volte denunciò a suo tempo Luca Giannelli guardia ecologica del Wwf e presidente del parco naturale dei Ronchi. L’incendio però non è partito dall’area dell’ex cava, ma da via Piedimonte e a dimostrarlo sarebbe (oltre al modo in cui si sono propagate le fiamme) la carcassa di un grosso ratto, trovata abbrustolito quasi sul ciglio della strada, segno che non ha fatto in tempo a scappare.
In quella zona - con il caldo di questi giorni - si raggiungono i 36 gradi, non c’è un filo di ombra; con le fiamme si sono sfiorati ieri pomeriggio i 40 gradi in strada: sul posto numerose squadre dei vigili del fuoco di Massa che hanno dovuto addentrarsi nella ex cava e anche nella discarica abusiva, senza sapere con quali fumi sarebbero entrati in contatto.
Ci sono volute numerose squadre anche perché gli uomini dei vigili del fuoco dovevano darsi il cambio ogni 15 minuti, non potendo sopportare troppo a lungo quel calore e quegli odori, nonostante indossassero le maschere antigas. Dopo un’ora di intervento, dalla centrale è stato richiesto anche l’aiuto dei colleghi di Viareggio, per tenere la situazione sotto controllo dietro la Fortezza, dove insiste anche un piccolo agglomerato di case, qualora le fiamme riuscissero a scollinare. Lingue di fuoco sorgevano all’improvviso sparse qua e là per tutta la collina ed è stato necessario anche l’intervento di un elicottero dei vigili del fuoco che, per spegnere l’incendio, prelevava acqua dal Lago di Porta. Sul posto anche la Forestale, la Protezione Civile e i Carabinieri; poi sono arrivati anche gli assessori del comune di Montignoso Gianni Lorenzetti ( lavori pubblici) e Andrea Gabrielli (ambiente), per verificare che non ci fossero pericoli per parte della popolazione e rischi ambientali.
Poco dopo le 18 di ieri pomeriggio le fiamme erano domate, ma i pompieri sono rimasti a lungo sul posto per bonificare tutta l’area interessata dall’incendio.
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