Attenzione
Centrale idroelettrica, chieste verifiche
L’ex consigliere Matteo Ratti rispolvera la questione dell’impianto fra Aulla e Licciana Nardi
LICCIANA NARDI. Matteo Ratti, ex consigliere comunale di minoranza del Comune di Aulla, non smette di interessarsi ai problemi del territorio.
Infatti, tornato ad essere un privato cittadino, Ratti rispolvera una questione che aveva sollevato senza ottenere risposte, ovvero quello della centrale idroelettrica sorta sulla sponda destra del torrente Taverone in località ex mulino Gaggioli, al confine fra i Comuni di Aulla e Licciana Nardi.
Centrale idroelettrica ormai terminata e che necessiterebbe soltanto di essere collaudata per diventare operativa. Tra l'altro, secondo i soliti bene informati, il Comune di Licciana Nardi avrebbe intenzione di realizzare altre centrali idroelettriche lungo il corso del torrente Taverone. Ma, per ora, di centrale idroelettrica ce n'è una soltanto ed è quella sulla quale si concentra Ratti, il quale aveva scritto all'Unione di Comuni montana della Lunigiana, all'Autorità di bacino, ai vigili del fuoco, all'Erp, ai Comuni di Aulla e Licciana Nardi e alla Provincia.
Ecco il testo della missiva di Ratti: «Riguardo all'alveo, sarà facile constatare che il Taverone non è in erosione come il Magra e nel punto citato, al confine tra Comune di Aulla e Licciana, il letto nella parte centrale risulta molto alto, abbondante il materiale che, scendendo dalle sorgenti, si è accumulato nella parte bassa: tale fenomeno ha indotto erosioni sul lato Masero, mai verificatesi sino ad oggi. Nell'eventualità di piena, un'esondazione del Taverone vedrebbe l'allagamento completo della Filanda e della parte bassa del Masero. Non metto in dubbio utilità e benefici della centrale, ma chiedo semplicemente i pareri degli enti preposti a tale costruzione (Autorita' di bacino, Provincia), correlati di studi e relazioni inerenti ad eventuali modifiche della portata del torrente in caso di piene, eventuali modificazioni del percorso già interessato dai piloni del ponte ferroviario, augurandomi una giusta mitigazione ambientale sul progetto in fase di svolgimento. Inoltre, i quattro caseggiati che ospitano 24 famiglie nelle case popolari di via Formentini nel Comune di Aulla, siti sotto il livello stradale e al pari di quello del Taverone, potrebbero vivere nefaste conseguenze. Infatti, nell'ipotesi di allagamento la zona ha necessità di un piano speciale di Protezione Civile o di immediati interventi atti a far defluire le acque che, per conformazione del luogo, rimarrebbero intrappolate, creando una vera e propria piscina. Tale situazione è dovuta al fatto che i palazzi, dopo la costruzione della strada comunale per la nuova stazione ferroviaria di Aulla, sono stati chiusi sull'ultimo lato libero, rivelandosi insufficienti gli studi e le progettazioni dei canali di scolo (uno e di minima portata). Negli ultimi anni, infatti, diversi sono stati gli allagamenti delle cantine - concludeva Ratti - e delle zone più basse del piazzale, con acque reflue di ritorno dagli scoli».(g.u.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
