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Case abusive, partono le demolizioni

Case abusive, partono le demolizioni

Stamani la firma del protocollo d’intesa tra la procura e i Comuni: entro luglio le ruspe butteranno giù le prime palazzine

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MASSA-CARRARA. Stavolta ci siamo: questa mattina verrà firmato il protocollo d’intesa tra la procura e le amministrazioni comunali che stabilisce tempi e modalità degli abbattimenti degli edifici abusivi con sentenza di demolizione passata in giudicato. Insomma, dopo tanta attesa le ruspe possono accendere i motori.

Quello odierno è l’ultimo passaggio di un iter articolato e difficile che ha impegnato per più di due anni il procuratore capo Aldo Giubilaro. La firma sancirà l’adozione da parte degli uffici tecnici delle amministrazioni comunali di Massa, Carrara e Montignoso del documento che spiega a funzionari e operai come dovranno essere regolamentati gli abbattimenti. La bozza, Giubilaro l’aveva inviata ai tre comuni interessati due mesi fa, questa mattina invece sarà stilato una sorta di calendario che stabilisce quali fabbricati buttare giù per primi. Insomma, questione di settimane, se non di giorni. L’auspicio è che le ruspe possano partire entro luglio.

Gli immobili considerati dalla giustizia illegali sono centodieci, una cifra altissima se si considera che nel distretto giudiziario che comprende la provincia apuana (gli altri circondari che ruotano attorno a Genova sono Savona, Imperia e La Spezia) complessivamente non si arriva alle venti strutture non autorizzate e già condannate allo smantellamento. Perché questo record? Vuoi che in Liguria si denunciano molto meno gli abusi, ma soprattutto perché a Massa e dintorni è una prassi costruire dove e come si desidera. Un andazzo che la procura però con questa operazione in grande stile vuole cancellare. Spendere soldi per tirare su case che potrebbero essere abbattute per ordine del tribunale non è proprio un affare.

La battaglia di Giubilaro era iniziata nel 2012, quando il procuratore capo chiese l'immediata demolizione di 89 opere abusive: piccoli e grandi fabbricati sparsi tra i comuni di Massa, Carrara, Montignoso e in Lunigiana (ma lì i Comuni hanno già risolto) per i quali esisteva già una sentenza di demolizione, mai ottemperata. La sentenza di demolizione più vecchia di questa prima lista risaliva al 2000. Nel frattempo sono arrivate altre sentenze e il numero degli abbattimenti è lievitato. Non è stato facile trovare un’intesa: ci sono volute parecchie riunioni e soprattutto si è dovuto superare un ostacolo enorme.

Massa fa parte di un distretto giudiziario che ha come punto di riferimento la Liguria, così il procuratore capo ha dovuto fare i salti mortali per far coincidere le linee che andavano bene per gli altri alla realtà apuana. Dopo ventiquattro mesi però si può dire missione compita: «Ogni volta che vedo il numero di fabbricati realizzati senza autorizzazione mi chiedo come ha fatto questo territorio ad arrivare a tanto», ha spiegato Giubilaro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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