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Pontremoli rilancia il progetto centrale a biomasse

Pontremoli rilancia il progetto centrale a biomasse

Dopo l’idea di Novoleto spunta quella del Pensionato Cabrini per sostituire il riscaldamento a metano. Ma è già polemica

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PONTREMOLI. Si riapre il fronte biomasse a Pontremoli. Ma questa volta al centro dell’attenzione non c’è il progetto di Novoleto che ha infiammato l’autunno pontremolese, ma un nuovo progetto che dovrebbe vedere l’installazione di un impianto nel Pensionato Cabrini.

Un impianto a biomasse di dimensioni piuttosto limitate (inferiore a 200 kw) per la produzione di energia elettrica e che sarà realizzato da Finenergy del Bbs Energy Group di Scandicci, in sostituzione del vecchio impianto a metano fino a oggi utilizzato per riscaldare l’edificio.

Un’ipotesi che, visti i precedenti, ha messo in allarme gli ambienti della politica locale e il Comitato “No biomasse”. In particolare, è stato Rolando Scatena, capogruppo di “Cittadini per Pontremoli”, a dar fuoco alle polveri presentando al sindaco, Lucia Baracchini, un’interrogazione che è stata esaminata durante l’ultimo consiglio comunale.

In quell’occasione Scatena ha chiesto al sindaco di riferire al consiglio quali azioni l’amministrazione intendeva attuare per «approfondire i rischi di inquinamento ambientale e i potenziali rischi per la salute dei propri cittadini».

Il sindaco ha evidenziato che il progetto è ancora in una fase iniziale e che, essendo un impianto di piccole dimensioni, necessita esclusivamente dell’autorizzazione paesaggistica. Comunque ha assicurato che sarà chiesto il coinvolgimento dell’Arpat per la registrazione dei dati della qualità dell’aria e che, appena la società presenterà il progetto definitivo, ci sarà un confronto aperto con la popolazione.

Rassicurazioni che non hanno placato gli animi, visto che Scatena è ritornato sulla vicenda sparando a zero e sostenendo che «la vicenda delle centrali a biomasse di Novoleto e di via Cabrini e di quelle che ancora potranno venire, confrontate con le norme previste - nell’art. 45 del Puc, il Piano strutturale comunale, proposto e fatto approvare dall’assessore all’urbanistica, Pier Camillo Cocchi - che non prevedono nessun studio di impatto ambientale per le centrali a biomasse, che invece sono previsti per il termico solare e per l’idroelettrico, lasciano più di un dubbio sulla persistente volontà del Comune di fare realizzare le centrali a biomasse anche a danno della salute dei cittadini».

Concetti ripresi anche dal Partito Democratico: «Il progetto di realizzare una centrale a biomasse in pieno centro abitato ci preoccupa - scrivono il segretario Roberta Longinotti e il capogruppo Francesco Mazzoni - sull’impianto a biomasse di Novoleto, l’amministrazione ha commesso una serie di errori politici e amministrativi che hanno fatto crescere le perplessità e i timori delle persone. In quell’occasione, Pontremoli ha detto “no” alla realizzazione di impianti a biomasse che peggiorino la qualità dell’aria».

Roberta Longinotti e Francesco Mazzoni concludono chiedendo «al sindaco e all’amministrazione di vigilare sull’iter relativo alla presentazione del progetto. Non solo. Il Comune deve interpretare la volontà popolare mediante l’adozione di atti amministrativi che limitino e regolamentino la realizzazione di impianti a biomasse».

Riccardo Sordi

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