Il Tirreno

Pio X, c’è l’accordo L’ex chiesetta resta

Diventerà un magazzino di abiti dismessi della Caritas In arrivo anche uno stanziamento Ue per il restyling

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MASSA. La possibilità di accedere a un fondo di finanziamento europeo ha accelerato i tempi dell’accordo e ha salvato l’ex chiesa di San Pio X dal degrado. Adesso si può iniziare il conto alla rovescia per far partire il cantiere. Nell’edifico verrà allestito un magazzino della Caritas dove verranno stipati gli abiti dismessi che verranno distribuiti alle persone meno abbienti.

L’accordo è stato firmato davanti a un giudice (Maria Cristina Failla) e sancisce che la parrocchia di San Pio X «ha acquisto per usucapione la piena ed esclusiva proprietà del terreno se dei luoghi pubblici sacri, di metri quadri 669, su cui è stato costruito l’oratorio denominato Nostra Signora di Lourdes». Resta l’obbligo però di mantenerlo per usi religiosi, come ha disposto nel suo lascito don Domenico Della Bianchina. Ed è stato proprio uno degli eredi del prelato, il nipote Giuseppe Grassi, rappresentato dall’avvocato Dino del Giudice, a far sì che il testamento venisse onorato, dato che in un primo momento, vista la situazione di estremo degrado della vecchia chiesetta, la parrocchia voleva disfarsi del terreno. Da lì è nato il contenzioso che si è trascinato per lunghi anni, con il convolgimento del vaticano (Del Giudice ha scritto perfino a monsignor Tarcisio Bertone, quando era segretario di stato) e della curia apuana. Ed è stato proprio il vescovo Giovanni Santucci a riallacciare una trattativa che a un certo punto pareva definitivamente naufragata.

Sui muri del vecchio edificio sconsacrato in questi anni di stallo sono comparse delle scritte, anche blasfeme. E il punto era proprio questo: senza un accordo la chiesa sarebbe rimasta in balia dei vandali che, armati di bombolette, facevano scempio di quella che una volta (e per qualcuno ancora adesso) era la casa del Signore.

La vicenda si è trascinata per decenni. Don Della Bianchina aveva donato il terreno attorno alla chiesa di San Pio X alla parrocchia, dove sorge la vecchia chiesetta che veniva utilizzata come oratorio. Più di venti anni fa. Aveva imposto una sola condizione: doveva essere utilizzato per scopi religiosi. Punto e basta. Nessun problema fino al 2004, quando alla curia apuana venne fatta un’offerta per quell’area. Affare che nel frattempo è saltato, ma che ha trasformato tutto in una causa civile che va avanti dal 2005. E che è terminata nove anni dopo. Da una parte la chiesa - rappresentata dall’avvocato Elisabetta Galeazzi - chiedeva al giudice di ottenere quel terreno perché ne aveva usufruito per più di venti anni e quindi lo aveva usocapito; dall’altra gli eredi di don Domenico che invece voleva che quel terreno restasse a titolo di donazione e soprattutto che venisse utilizzato per scopi religiosi. Ovvero: niente vendite.

La possibilità di ottenere uno stanziamento europeo di qualche centinaia di migliaia di euro ha accelerato i tempi (anche se dopo nove anni l’affermazione può far sorridere) e così le due parti hanno trovato un punto d’intesa, siglando l’accordo davanti al giudice Failla. Adesso serve solo il restyling.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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